Molti applausi per T&nCò, un cover trio di grande eleganza

Sabato sera d’alta classe al Cuca grazie al live del cover trio dedicato al cantautore Luigi Tenco e compositori affini “T&nCò”. Per quasi due ore il cantante Alan Bedin ha raccontato alcune significative vicende concernenti vita ed opera del cantautore originario di Alessandria, alternando le parole a brani arcinoti come pure ad alcune chicche quali la sigla iniziale dello sceneggiato “Le inchieste del commissario Maigret” (seconda serie), a titolo “Un giorno dopo l’altro”. Al suo fianco la bravura di Luigi Sella e di un raffreddato ma più che efficiente Marco Ponchiroli al pianoforte che è riuscito a far dimenticare le sue precarie condizioni di salute. La formula funziona, intrattiene ed appassiona il quasi centinaio di spettatori presenti che applaudono e sorridono alle capacità di Bedin, mattatore e gigione dalla gran voce il quale reclama decine di applausi per Sella & Ponchiroli e mostra gratitudine senza fine ringraziando il Centro (per il quale egli è insegnante), la stampa, i suoi musicisti presenti e passati, il grafico e fotografo del suo nuovo cd, la compagna che sta per dargli un figlio e persino una coppia di bambini presenti in sala, è l’apoteosi dei buoni sentimenti e il pubblico mostra di gradire con grandi applausi. Ciò che colpisce maggiormente è lo strumento voce, per motivi meno ovvi di quanto sospettabile. Forse a causa dello strascico di un raffreddore stagionale la bocca di Bedin è lievemente impastata, la sua voce osa meno del solito ed è accompagnata da una sabbiosità appena percepibile. Ciò conferisce alle interpretazioni un calore aggiuntivo e una diminuzione di certe fioriture non sempre imprescindibili, soprattutto misurandosi con lo stile secco e diretto di Tenco. “Lontano lontano”, “Ciao amore, ciao” ma pure “Mondo di uomini” (con l’interprete vicentino che coverizza Lucio Dalla che coverizzò nel 1966 “It’s a man’s world” di James Brown): la scaletta soddisfa gli appassionati del genere e gli allievi del nostro, che hanno così potuto misurare bravura e dedizione alla causa (la musica melodica italiana dei tempi che furono) all’interno di una location opportuna, confortevole e felicemente dotata di buona acustica.