La carta stampata vicentina dopo 26 anni parla di nuovo di Sinergia. E’ il ritorno, è la musica.

Giornale di Vicenza: Il ritorno dei Sinergia: ma non sarà un revival

[Filippo Bordignon, Giornale di Vicenza, spettacoli 29/04/26]

Al teatro San Marco il concerto della band che caratterizzò con la sua energia la fine degli anni ’90 e i primi 2000.

VICENZA L’evento era atteso da anni e da molti vicentini, soprattutto da quelli che hanno vissuto la lunga stagione musicale locale a cavallo tra gli anni Novanta e il primo decennio del nuovo millennio: la band dei Sinergia si riunisce per un’imperdibile concerto al Teatro San Marco, giovedì 30 aprile, alle 21. Alla fine dei “nineties” i Sinergia erano una realtà difficile da incasellare, contenente all’interno della sua formula elementi etnici, pop, funk, rock seventies, prog italiano, fiati esplosivi e un’energia che non assomigliava a nessun’altra. Nel 2000 arrivarono i riconoscimenti al Sanremo Rock, il Telegatto per la musica giovanile, le apparizioni televisive e concerti su palchi importanti accanto a James Brown, B.B. King e Blues Brothers. Brani come “Nova Libera”, “Tic Tac” e “Peccato d’Homo” sono rimasti nella memoria di chi c’era. Poi il silenzio. Ma certe energie non scompaiono semplicemente, si trasformano.

«E successa la cosa più bella che potesse capitare – evidenzia il frontman Alan Bedin -: qualcuno ci ha chiamati di nuovo sul palco. E non per fare un semplice revival, ma per riportare in vita un’idea, un suono, un concept, un modo unico di stare insieme sul palco che abbiamo sempre chiamato Sinergia. Fin dall’inizio il nostro linguaggio è stato diverso, lontano da qualsiasi etichetta.

Sinergia artificiali (foto d’archivo restaurata utilizzata nel 1999 per la selezione di Sanremo 2000) da destra: Luca Campagnolo, Luca Moresco, Alan Bedin, Matteo Bussi, Marcelliano Pozza, Mauro Ziroldi, Fabio Guglielmi, Alberto De Toffani, Enrico Cera

Ai tempi della prima formazione c’erano soprattutto istinto e una naturale capacità di mescolare tutto: influenze, emozioni, visioni attraverso testi, strutture e groove innovativi». Il risultato? «Una carica unica, costruita attorno a un concetto semplice ma potentissimo: libertà! Libertà di essere, di suonare, di vivere». I fan della prima ora però sono avvisati: non si aspettino un live da greatest hits.

«Dopo l’esperienza di Sanremo -prosegue il cantante – la prima formazione non ha mai pubblicato nulla su lp o cd. La nostra musica ha sempre seguito un’altra strada. Un po’ come accade per i grandi maestri indiani, è stata tramandata dal vivo, concerto dopo concerto. Niente registrazioni, nessun supporto ufficiale: solo energia condivisa sul momento. Per questo, tra i fan, è rimasto soprattutto un ricordo. E allora può succedere una cosa curiosa: che a teatro vi sembrerà di sentire pezzi nuovi. Ma magari non lo sono affatto. Magari semplicemente, 25 anni fa, in quel preciso momento… eravate al banco a prendervi una birra!»

Sinergia contro il mainstream musicale: salvare i giovani dal grigiore culturale

Prima della grande data del 30 aprile al Teatro San Marco di Vicenza, il gruppo Sinergia ha voluto aprire simbolicamente le danze con un importante momento dedicato alla diffusione culturale e al dialogo con le nuove generazioni.

Da destra Alan Bedin (Sinergia), Mauro Ziroldi (Sinergia), l’Ass. Cecilia Caldognetto del Comune di Dueville, il Prof. Maurizio Camarda dell’Ist. Comprensivo A.G. Roncalli

È proprio in questa chiave che Alan Bedin, voce della band, e Mauro Ziroldi, saxofonista e rappresentanti del gruppo, si sono presentati presso il Comune di Dueville, accolti dall’Amministrazione Comunale e dal referente del Dipartimento Musicale, il professor Maurizio Camarda dell’Istituto Comprensivo A.G. Roncalli. Presenti anche alcuni referenti della Cooperativa Culturale Dedalo Furioso di Dueville, realtà protagonista di numerosi eventi presso il Teatro Busnelli.

Venerdì 24 aprile, nella mattinata, Sinergia ha incontrato centinaia di studenti in un evento che è andato ben oltre il semplice racconto dei successi ottenuti in passato, come la vittoria a Sanremo Rock e il Telegatto conquistato nel 2000. L’obiettivo non era celebrare il passato, ma confrontarsi con il presente della musica giovanile e lanciare una riflessione profonda sul ruolo della musica di gruppo oggi.

Sinergia Etno Popular Funk al Teatro Busnelli di Dueville (VI). Da destra: Luca Moresco (trombone), Mauro Ziro Ziroldi (sax), Nicola Sgreva (chitarra), Alberto De Toffani (percussioni), Alan Bedin (voce e ghironda), Matteo Bussi (basso), Fabio Ziroldi (batteria), Enrico Cera (chitarra e sintetizzatore), Fabio Red Guglielmi (flauto)
Sinergia Etno Popular Funk al Teatro Busnelli di Dueville (VI). Da destra: Luca Moresco (trombone), Mauro Ziro Ziroldi (sax), Nicola Sgreva (chitarra), Alberto De Toffani (percussioni), Alan Bedin (voce e ghironda), Matteo Bussi (basso), Fabio Ziroldi (batteria), Enrico Cera (chitarra e sintetizzatore), Fabio Red Guglielmi (flauto)

Durante l’incontro si è parlato della crisi culturale che sta attraversando il mondo musicale contemporaneo: il calo dell’ascolto consapevole, la scomparsa dei supporti fisici e una fruizione sempre più superficiale della musica rischiano di impoverire quella che dovrebbe essere la vera colonna sonora di una generazione. I Sinergia  hanno voluto sottolineare quanto sia ancora fondamentale il valore della musica suonata insieme, della band come luogo di confronto artistico e umano, e della figura del musicista moderno come portatore di messaggi autentici, soprattutto nel panorama rock e giovanile.

Teatro Busnelli di Dueville (VI). Il primo palco dei Sinergia dopo 28 anni dalla nascita della prima formazione storica

Dopo oltre 25 anni dalla loro prima storica formazione, i Sinergia hanno potuto riprendere in mano i loro strumenti e presentare agli studenti alcuni dei brani che hanno segnato il loro repertorio, composto interamente dai musicisti della band. Particolarmente intenso l’intervento di Alan Bedin, che ha affrontato anche il tema del ruolo dei giovani nella società contemporanea, invitandoli a riscoprire la forza della vera musica vissuta dal vivo, lontano dal mainstream diffuso spesso senza consapevolezza attraverso cellulari e dispositivi digitali. Un messaggio chiaro: la musica autentica nasce dall’esperienza, dall’ascolto e dalla condivisione reale, non da scorciatoie artificiali o da un uso distorto dell’intelligenza artificiale, che rischia di allontanare sia i musicisti che il pubblico dall’essenza più pura dell’arte dal vivo. Sinergia torna così non solo come gruppo musicale, ma come voce culturale capace di parlare alle nuove generazioni, ricordando che la musica può ancora essere uno strumento potente di crescita, identità e cambiamento.

DIVO Trio Venezia. La Voce del Crooner Italiano

La Voce del Crooner Italiano. Un viaggio musicale attraverso la storia d’Italia

DIVO Trio Venezia Alan Bedin, voce; Marco Ponchiroli, piano; Alvise Seggi, basso

Le prime date in esclusiva…

Venerdì 10 Aprile 2026 alle 19:00
Hotel Aquarius Venice
Santa Croce, Sestiere Santa Croce, 1624, 30135 Venezia

Sabato 11 Aprile 2026 alle 21:00
Palazzina Storica – Peschiera
Piazza Arilicense, 1A, 37019 Peschiera del Garda VR
Venerdì 24 Aprile 2026 alle 20:00

Cena & concerto Pizzeria La Piazzetta
Via 25 Aprile, 4, 36077 Altavilla Vicentina VI

Scopri i grandi nomi italiani che hanno fatto la storia del songbook dei classici della musica italiana, portando nel mondo la passione, lo stile e la cultura di un Paese unico. Dallo swing italiano al jazz contaminato, dal cantautorato alla canzone celebrativa, questo spettacolo itinerante celebra l’Italia attraverso le sue voci maschili più iconiche.

Marco Ponchiroli, piano; Alan Bedin, voce; Alvise Seggi, contrabbasso

DIVO. Il cantattore L’uomo attore e cantante: dalle pubblicità del Carosello ai film in bianco e nero, fino ai brani che hanno conquistato anche il pubblico d’oltreoceano. La Voce dell’Uomo Italiano ha sempre avuto un timbro unico: un po’ per la lingua, un po’ per i dialetti e per la nostra innata capacità di interpretare qualsiasi stile musicale. Dal jazz made in Italy di Nicola Arigliano allo swing di Fred Buscaglione; da Domenico Modugno, l’uomo del “volare”, ai poeti notturni della Roma vissuta come Fred Bongusto e Franco Califano; dalla poesia di Luigi Tenco al sentimentalismo di Gino Paoli, passando per le atmosfere sofisticate di Johnny Dorelli fino al beat del Clan con i Ribelli, Demetrio Stratos e Adriano Celentano. E perché no? Come dimenticare gli “shouter”, gli urlatori del boom economico italiano, più “spaccacuori” che mai? Non perdere l’occasione di rivivere la storia della musica italiana attraverso le voci che l’hanno resa grande. La Voce dell’Uomo Italiano è uno spettacolo che ti farà cantare, vibrare e ricordare. Un evento imperdibile per tutti gli amanti della musica italiana!

Concerto Divo Trio Venezia a Peschiera del Garda (VR)

Ma una soubrette, no?

Avrà il colore del fumo che ristagna nei locali a notte fonda, il suono ruvido di un contrabbasso che vibra nell’ombra, e quella luce tagliente che cade dall’alto come un vecchio riflettore che non ha mai smesso di interrogare lo spettatore attento in prima fila. È lì che nasce questa nuova esperienza musicale. Non un concerto, non un semplice intrattenimento. Piuttosto un piccolo manifesto, spettacolare quanto basta, che proverà a farsi strada tra locali e luoghi performativi di qualsiasi genere, portando con sé il peso e il fascino della canzone italiana.

Saranno in tre, numero perfetto. La voce di Alan Bedin, e i due musicisti Marco Ponchiroli e Alvise Seggi che sanno suonare in italiano senza bisogno di troppe parole. Insieme proveranno a sdoganare una figura che non è mai davvero sparita: quella del crooner italiano.

Una voce che non canta soltanto, ma racconta. Racconta un paese intero – le sue crisi, le sue rinascite, i suoi limiti e i suoi slanci. Dai club fumosi dove le storie si sussurravano tra un bicchiere e l’altro, ai palchi televisivi in bianco e nero, con quel microfono che scendeva dal soffitto, a volte visibile, a volte no, come certe verità. Non è nostalgia. È memoria viva, che chiede di essere rimessa in circolo. E mentre Divo Trio Venezia prepara tutto questo, la produzione è anche in cerca di una presenza capace di attraversare la scena con eleganza e mistero. Una figura che non sia solo ornamento, ma parte del racconto. Una soubrette, sì.

Ma di quelle che non si dimenticano.