La carta stampata vicentina dopo 26 anni parla di nuovo di Sinergia. E’ il ritorno, è la musica.

Giornale di Vicenza: Il ritorno dei Sinergia: ma non sarà un revival

[Filippo Bordignon, Giornale di Vicenza, spettacoli 29/04/26]

Al teatro San Marco il concerto della band che caratterizzò con la sua energia la fine degli anni ’90 e i primi 2000.

VICENZA L’evento era atteso da anni e da molti vicentini, soprattutto da quelli che hanno vissuto la lunga stagione musicale locale a cavallo tra gli anni Novanta e il primo decennio del nuovo millennio: la band dei Sinergia si riunisce per un’imperdibile concerto al Teatro San Marco, giovedì 30 aprile, alle 21. Alla fine dei “nineties” i Sinergia erano una realtà difficile da incasellare, contenente all’interno della sua formula elementi etnici, pop, funk, rock seventies, prog italiano, fiati esplosivi e un’energia che non assomigliava a nessun’altra. Nel 2000 arrivarono i riconoscimenti al Sanremo Rock, il Telegatto per la musica giovanile, le apparizioni televisive e concerti su palchi importanti accanto a James Brown, B.B. King e Blues Brothers. Brani come “Nova Libera”, “Tic Tac” e “Peccato d’Homo” sono rimasti nella memoria di chi c’era. Poi il silenzio. Ma certe energie non scompaiono semplicemente, si trasformano.

«E successa la cosa più bella che potesse capitare – evidenzia il frontman Alan Bedin -: qualcuno ci ha chiamati di nuovo sul palco. E non per fare un semplice revival, ma per riportare in vita un’idea, un suono, un concept, un modo unico di stare insieme sul palco che abbiamo sempre chiamato Sinergia. Fin dall’inizio il nostro linguaggio è stato diverso, lontano da qualsiasi etichetta.

Sinergia artificiali (foto d’archivo restaurata utilizzata nel 1999 per la selezione di Sanremo 2000) da destra: Luca Campagnolo, Luca Moresco, Alan Bedin, Matteo Bussi, Marcelliano Pozza, Mauro Ziroldi, Fabio Guglielmi, Alberto De Toffani, Enrico Cera

Ai tempi della prima formazione c’erano soprattutto istinto e una naturale capacità di mescolare tutto: influenze, emozioni, visioni attraverso testi, strutture e groove innovativi». Il risultato? «Una carica unica, costruita attorno a un concetto semplice ma potentissimo: libertà! Libertà di essere, di suonare, di vivere». I fan della prima ora però sono avvisati: non si aspettino un live da greatest hits.

«Dopo l’esperienza di Sanremo -prosegue il cantante – la prima formazione non ha mai pubblicato nulla su lp o cd. La nostra musica ha sempre seguito un’altra strada. Un po’ come accade per i grandi maestri indiani, è stata tramandata dal vivo, concerto dopo concerto. Niente registrazioni, nessun supporto ufficiale: solo energia condivisa sul momento. Per questo, tra i fan, è rimasto soprattutto un ricordo. E allora può succedere una cosa curiosa: che a teatro vi sembrerà di sentire pezzi nuovi. Ma magari non lo sono affatto. Magari semplicemente, 25 anni fa, in quel preciso momento… eravate al banco a prendervi una birra!»

Sinergia contro il mainstream musicale: salvare i giovani dal grigiore culturale

Prima della grande data del 30 aprile al Teatro San Marco di Vicenza, il gruppo Sinergia ha voluto aprire simbolicamente le danze con un importante momento dedicato alla diffusione culturale e al dialogo con le nuove generazioni.

Da destra Alan Bedin (Sinergia), Mauro Ziroldi (Sinergia), l’Ass. Cecilia Caldognetto del Comune di Dueville, il Prof. Maurizio Camarda dell’Ist. Comprensivo A.G. Roncalli

È proprio in questa chiave che Alan Bedin, voce della band, e Mauro Ziroldi, saxofonista e rappresentanti del gruppo, si sono presentati presso il Comune di Dueville, accolti dall’Amministrazione Comunale e dal referente del Dipartimento Musicale, il professor Maurizio Camarda dell’Istituto Comprensivo A.G. Roncalli. Presenti anche alcuni referenti della Cooperativa Culturale Dedalo Furioso di Dueville, realtà protagonista di numerosi eventi presso il Teatro Busnelli.

Venerdì 24 aprile, nella mattinata, Sinergia ha incontrato centinaia di studenti in un evento che è andato ben oltre il semplice racconto dei successi ottenuti in passato, come la vittoria a Sanremo Rock e il Telegatto conquistato nel 2000. L’obiettivo non era celebrare il passato, ma confrontarsi con il presente della musica giovanile e lanciare una riflessione profonda sul ruolo della musica di gruppo oggi.

Sinergia Etno Popular Funk al Teatro Busnelli di Dueville (VI). Da destra: Luca Moresco (trombone), Mauro Ziro Ziroldi (sax), Nicola Sgreva (chitarra), Alberto De Toffani (percussioni), Alan Bedin (voce e ghironda), Matteo Bussi (basso), Fabio Ziroldi (batteria), Enrico Cera (chitarra e sintetizzatore), Fabio Red Guglielmi (flauto)
Sinergia Etno Popular Funk al Teatro Busnelli di Dueville (VI). Da destra: Luca Moresco (trombone), Mauro Ziro Ziroldi (sax), Nicola Sgreva (chitarra), Alberto De Toffani (percussioni), Alan Bedin (voce e ghironda), Matteo Bussi (basso), Fabio Ziroldi (batteria), Enrico Cera (chitarra e sintetizzatore), Fabio Red Guglielmi (flauto)

Durante l’incontro si è parlato della crisi culturale che sta attraversando il mondo musicale contemporaneo: il calo dell’ascolto consapevole, la scomparsa dei supporti fisici e una fruizione sempre più superficiale della musica rischiano di impoverire quella che dovrebbe essere la vera colonna sonora di una generazione. I Sinergia  hanno voluto sottolineare quanto sia ancora fondamentale il valore della musica suonata insieme, della band come luogo di confronto artistico e umano, e della figura del musicista moderno come portatore di messaggi autentici, soprattutto nel panorama rock e giovanile.

Teatro Busnelli di Dueville (VI). Il primo palco dei Sinergia dopo 28 anni dalla nascita della prima formazione storica

Dopo oltre 25 anni dalla loro prima storica formazione, i Sinergia hanno potuto riprendere in mano i loro strumenti e presentare agli studenti alcuni dei brani che hanno segnato il loro repertorio, composto interamente dai musicisti della band. Particolarmente intenso l’intervento di Alan Bedin, che ha affrontato anche il tema del ruolo dei giovani nella società contemporanea, invitandoli a riscoprire la forza della vera musica vissuta dal vivo, lontano dal mainstream diffuso spesso senza consapevolezza attraverso cellulari e dispositivi digitali. Un messaggio chiaro: la musica autentica nasce dall’esperienza, dall’ascolto e dalla condivisione reale, non da scorciatoie artificiali o da un uso distorto dell’intelligenza artificiale, che rischia di allontanare sia i musicisti che il pubblico dall’essenza più pura dell’arte dal vivo. Sinergia torna così non solo come gruppo musicale, ma come voce culturale capace di parlare alle nuove generazioni, ricordando che la musica può ancora essere uno strumento potente di crescita, identità e cambiamento.

DIVO Trio Venezia. La Voce del Crooner Italiano

La Voce del Crooner Italiano. Un viaggio musicale attraverso la storia d’Italia

DIVO Trio Venezia Alan Bedin, voce; Marco Ponchiroli, piano; Alvise Seggi, basso

Le prime date in esclusiva…

Venerdì 10 Aprile 2026 alle 19:00
Hotel Aquarius Venice
Santa Croce, Sestiere Santa Croce, 1624, 30135 Venezia

Sabato 11 Aprile 2026 alle 21:00
Palazzina Storica – Peschiera
Piazza Arilicense, 1A, 37019 Peschiera del Garda VR
Venerdì 24 Aprile 2026 alle 20:00

Cena & concerto Pizzeria La Piazzetta
Via 25 Aprile, 4, 36077 Altavilla Vicentina VI

Scopri i grandi nomi italiani che hanno fatto la storia del songbook dei classici della musica italiana, portando nel mondo la passione, lo stile e la cultura di un Paese unico. Dallo swing italiano al jazz contaminato, dal cantautorato alla canzone celebrativa, questo spettacolo itinerante celebra l’Italia attraverso le sue voci maschili più iconiche.

Marco Ponchiroli, piano; Alan Bedin, voce; Alvise Seggi, contrabbasso

DIVO. Il cantattore L’uomo attore e cantante: dalle pubblicità del Carosello ai film in bianco e nero, fino ai brani che hanno conquistato anche il pubblico d’oltreoceano. La Voce dell’Uomo Italiano ha sempre avuto un timbro unico: un po’ per la lingua, un po’ per i dialetti e per la nostra innata capacità di interpretare qualsiasi stile musicale. Dal jazz made in Italy di Nicola Arigliano allo swing di Fred Buscaglione; da Domenico Modugno, l’uomo del “volare”, ai poeti notturni della Roma vissuta come Fred Bongusto e Franco Califano; dalla poesia di Luigi Tenco al sentimentalismo di Gino Paoli, passando per le atmosfere sofisticate di Johnny Dorelli fino al beat del Clan con i Ribelli, Demetrio Stratos e Adriano Celentano. E perché no? Come dimenticare gli “shouter”, gli urlatori del boom economico italiano, più “spaccacuori” che mai? Non perdere l’occasione di rivivere la storia della musica italiana attraverso le voci che l’hanno resa grande. La Voce dell’Uomo Italiano è uno spettacolo che ti farà cantare, vibrare e ricordare. Un evento imperdibile per tutti gli amanti della musica italiana!

Concerto Divo Trio Venezia a Peschiera del Garda (VR)

Ma una soubrette, no?

Avrà il colore del fumo che ristagna nei locali a notte fonda, il suono ruvido di un contrabbasso che vibra nell’ombra, e quella luce tagliente che cade dall’alto come un vecchio riflettore che non ha mai smesso di interrogare lo spettatore attento in prima fila. È lì che nasce questa nuova esperienza musicale. Non un concerto, non un semplice intrattenimento. Piuttosto un piccolo manifesto, spettacolare quanto basta, che proverà a farsi strada tra locali e luoghi performativi di qualsiasi genere, portando con sé il peso e il fascino della canzone italiana.

Saranno in tre, numero perfetto. La voce di Alan Bedin, e i due musicisti Marco Ponchiroli e Alvise Seggi che sanno suonare in italiano senza bisogno di troppe parole. Insieme proveranno a sdoganare una figura che non è mai davvero sparita: quella del crooner italiano.

Una voce che non canta soltanto, ma racconta. Racconta un paese intero – le sue crisi, le sue rinascite, i suoi limiti e i suoi slanci. Dai club fumosi dove le storie si sussurravano tra un bicchiere e l’altro, ai palchi televisivi in bianco e nero, con quel microfono che scendeva dal soffitto, a volte visibile, a volte no, come certe verità. Non è nostalgia. È memoria viva, che chiede di essere rimessa in circolo. E mentre Divo Trio Venezia prepara tutto questo, la produzione è anche in cerca di una presenza capace di attraversare la scena con eleganza e mistero. Una figura che non sia solo ornamento, ma parte del racconto. Una soubrette, sì.

Ma di quelle che non si dimenticano.

Artis Records alla Fiera del Disco di Treviso 2026: la ricerca del suono come identità artistica

28 MARZO ore 11:00 Il marchio discografico Artis Records, fondato dal musicista e produttore Alfredo Tisocco, sarà tra i protagonisti della Fiera del Disco di Treviso, nell’edizione realizzata in collaborazione con Ernyaldisko e Music Day Roma.

Artis Records si distingue nel panorama della discografia italiana per una linea editoriale fortemente identitaria, dedicata alla valorizzazione del suono come elemento centrale dell’opera musicale. Il catalogo dell’etichetta si sviluppa attraverso pubblicazioni che intendono rappresentare la musica come forma artistica completa, capace di attraversare linguaggi diversi: dall’etnica al pop, dal jazz alla musica classica fino alla sperimentazione contemporanea. Questo approccio alla “musica totale” rende Artis Records una realtà originale e riconoscibile nel panorama indipendente italiano, un progetto che unisce tradizione e avanguardia attraverso produzioni curate e una forte attenzione alla qualità artistica e sonora.

Tra i titoli più significativi già pubblicati dall’etichetta spicca il prestigioso box celebrativo dedicato ai cinquant’anni di attività degli Opus Avantra, realizzato con la collaborazione dello storico produttore e giornalista Renato Marengo. Sempre con il coordinamento artistico di Alan Bedin, Artis Records ha inoltre pubblicato il vinile e il CD del grande maestro indiano del sarod Partho Sarothy, allievo del leggendario Ravi Shankar.

Alan nel suo studio a Valmarana con il disco realizzato per Artis Records, “Partho Sarothy. Sarod in Odeo”, maestro indiano di fama mondiale (c)2025 Filippo Bordin)

L’etichetta – marchio della società Cramps Music srl – continua oggi a sviluppare il proprio catalogo con nuove produzioni e con una crescente apertura internazionale: il fondatore Alfredo Tisocco sta infatti lavorando alla distribuzione dei titoli Artis Records anche in Est Europa e Giappone, ampliando la presenza dell’etichetta sui mercati esteri.

I progetti presentati a Treviso

In occasione della fiera, Artis Records presenterà tre artisti del nuovo catalogo. Il gruppo neo-progressive Arcana Opera porterà il concept album “L’Orizzonte degli Eventi”, già apprezzato da figure storiche del progressive italiano come Donella Del Monaco, Gianni Leone del Balletto di Bronzo e Lino Vairetti degli Osanna.

Sarà poi la volta del cantautore Manuele Albanese, recentemente presente al MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza, che propone un canzoniere ironico e diretto ispirato alla tradizione cantautorale italiana degli anni Sessanta e Settanta, nel solco della scrittura di Mogol e Lucio Battisti, con suggestioni melodiche vicine alla sensibilità di Franco Battiato.

Completa la presentazione il performer e compositore Alan Bedin con il progetto “Musica Spontanea”, un’architettura sonora che si è trasformata anche in installazione artistica presso musei dedicati al futurismo e all’arte contemporanea. Il lavoro è stato recensito con grande interesse dal musicologo Renzo Cresti come un originale punto di partenza per la ricerca sulla voce nella Nuova Musica e vede la partecipazione di Paolo Tofani degli Area, il vibrafonista di fama internazionale Saverio Tasca e il collega musicista Edoardo Piccolo che ha curato la sintesi e la elaborazione elettronica dell’intera opera.

Un incontro speciale con Donella Del Monaco

La presenza di Artis Records alla Fiera del Disco sarà anche l’occasione per un momento di approfondimento con Donella Del Monaco, che presenterà “Rosa Rosae”, il suo disco solista pubblicato in edizione limitata in vinile bianco dall’etichetta MP&Records di Vannuccio Zanella con il coordinamento e la direzione artistica di Renato Marengo, produttore della prima opera “Introspezione” del gruppo Opus Avantra. Il disco della storica voce femminile e cofondatrice degli Opus Avantra torna così in una edizione da collezione limitata a 250 copie. Prodotto da Renato Marengo e composto insieme a Paolo Troncon, il lavoro vede la partecipazione di ospiti di rilievo come Lino Vairetti, Tony Esposito, Jenny Sorrenti e del compianto Alberto Radius. L’edizione è inoltre arricchita da una bonus track inedita non presente nel CD.

Un ponte sonoro tra Treviso e Peschiera del Garda

Partner tecnico dell’evento sarà Pathos Acoustics, eccellenza italiana dell’alta fedeltà, che metterà a disposizione uno dei propri amplificatori per garantire un ascolto professionale e senza compromessi dei vinili del catalogo Artis Records e del disco solista di Donella Del Monaco presentati durante la Fiera del Disco di Treviso. La collaborazione tra Pathos Acoustics della famiglia Zanini e il progetto artistico di Alan Bedin proseguirà nella stessa giornata, con un secondo appuntamento dedicato alla ricerca sonora. Dopo la presenza a Treviso, l’azienda si sposterà infatti a Peschiera del Garda per partecipare all’Arilica Festival, dove il progetto “Musica Spontanea” sarà protagonista di un articolato percorso espositivo.

All’interno della manifestazione sarà infatti allestita La Stanza del Suono, installazione immersiva dedicata alla ricerca vocale e sonora, che rimarrà visitabile per tutto il periodo della mostra. L’opera utilizzerà un sistema di amplificazione di rara tecnologia fornito da Pathos Acoustics, InPoL Heritage MK II pensato per restituire con estrema fedeltà la complessità timbrica del lavoro di Alan Bedin.

InPoL Heritage rappresenta l’eredità progettuale dell’ ing. Gianni Borinato. InPoL (INseguitore POmpa Lineare) è un sistema brevettato da Pathos acoustics che ha riscosso molto successo e guadagnato molti premi.

Parallelamente, uno dei sistemi di punta dell’azienda, ClassicOne MKII, verrà collocato in uno spazio dedicato della mostra per la speciale Esposizione Sonora 37’49’’: un ascolto guidato dallo stesso artista del progetto “Musica Spontanea. Omaggio a Demetrio Stratos”, tributo alla ricerca vocale del leggendario frontman degli Area, Demetrio Stratos, eseguito inizialmente per una label giapponese.

La revisione del progetto ClassicOne é stata svolta parallelamente allo sviluppo dell’integrato Logos e pertanto beneficia di molte delle conquiste progettuali conseguite per quest’ ultimo modello di casa Pathos.

L’iniziativa rappresenta un ulteriore tassello del dialogo tra ricerca musicale, tecnologia audio e sperimentazione artistica, che unisce la presentazione discografica di Artis Records alla dimensione performativa e installativa della nuova musica.

BLABLABLA. Contro il linguaggio esausto

ARILICA FESTIVAL DELLA CULTURA

All’interno del Festival pensato dall’Assessore alla Cultura Elisa Ciminelli, sabato 28 marzo, ore 21:30 al Sottotetto della Caserma dell’Artiglieria, in occasione della mostra “Blablabla. Contro il linguaggio esausto”, sarà presentata in via esclusiva “Musica Spontanea. Esposizione Sonora 37’49’’”, progetto a cura dell’artista e performer vicentino Alan Bedin. L’appuntamento artistico, voluto dal direttore artistico di Arilica Festival Matteo Vanzan, sarà accompagnato dal partner Pathos con un impianto acustico distintivo e di elevata qualità audio. Poi l’artista presente all’esposizione introdurrà il vinile prima dell’ascolto, raccontandone la genesi e presentando la sinergia sviluppata tra i diversi partner coinvolti nel progetto.

“Il concetto di Esposizione Sonora rappresenta una riflessione sull’ascolto e sul ruolo dell’amplificazione, intesa come strumento capace di offrire un autentico vantaggio verso il raggiungimento del mio obiettivo essenziale: la fedele riproduzione del Suono come Ragione. In questa prospettiva, l’impianto diventa come una tela bianca, pronta ad accogliere non il colore del pittore – stavolta – ma la presenza del performer: la sua voce, il suo linguaggio, la sua materia, il suo pigmento sonoro”. (Alan Bedin)

Sinergia! È proprio vero: quello che sta succedendo è straordinario. Il gruppo si sta riformando.

Dopo un primo giro di organizzazione delle prove, tornano a ritrovarsi gli elementi della formazione originale: i nomi che hanno fatto nascere tutto, dalla stanza di Preara a Montecchio Precalcino fino ai palchi sanremesi, passando per locali, teatri e piazze di tutta Italia. All’epoca eravamo molto istintivi. La musica ci teneva uniti e creava un flusso creativo continuo. Portavamo qualcosa che certamente non era alla moda, ma aveva un motivo profondo, quasi una funzione sociale: rendere tutto positivo e altamente spassoso attraverso groove e slogan. Le voci che giravano attorno ai Sinergia erano molteplici, proprio come il pubblico che ci seguiva: vasto, multiforme, impossibile da incasellare. Non c’erano età, generi, tipologie o tendenze dominanti. Tutti si sentivano protagonisti, tutti si sentivano presi in considerazione. Chi veniva ai nostri concerti non arrivava semplicemente per ascoltare un certo tipo di sound. Veniva per i Sinergia. Per quello che succedeva ogni sera sul palco. Il risultato di ogni concerto cambiava continuamente, anche quando la scaletta restava la stessa, perché dipendeva sempre dal pubblico che avevamo davanti. La prima registrazione assoluta dei Sinergia fu un brano inserito in una compilation che raccoglieva gruppi della provincia. Il pezzo si intitolava “Amplesso bagnato” e parlava di sesso libero e libertà. In una Vicenza dominata da punk, hardcore, fusion, heavy metal e vari crossover, noi facevamo semplicemente Sinergia. Col tempo avremmo aperto la strada anche ad altre formazioni. Siamo stati uno stimolo per molti musicisti e cantanti grazie alla nostra onestà creativa. Per noi era importante suonare. Suonare perché era quello che dovevamo fare.
E la gente vedeva in noi qualcosa di evocativo e trasformativo.

Il logo del gruppo Sinergia, raffigurante la donna creatrice di energia, fu disegnato a mano nel 1998 da una giovanissima Valentina Zordan, amica e grande fan del gruppo fin dai primi passi della formazione

La formazione conta oggi più di 17 anni di assenza dalle scene. Più precisamente, l’ultima volta in cui si sono potute ascoltare le note del gruppo suonate dai fondatori originali risale a un’indimenticabile performance del luglio 2009 al Ferrock, un festival autogestito che ha segnato profondamente la cultura musicale locale e nazionale grazie alle sue proposte alternative e fuori dal mainstream. Ed è proprio da quelle stesse anime che è tornata a scoccare la scintilla. In particolare da Alessandro Padrin, in arte Pedro, che insieme all’altra fautrice dell’iniziativa, Luisa Vigola, condivide l’esperienza in una compagnia teatrale amatoriale di Vicenza, La Giostra. Da questa energia nasce l’organizzazione del primo concerto che riporterà sul palco i Sinergia. Non sarà solo un live: sarà un ritorno. Un viaggio dentro le canzoni che hanno accompagnato chi li ha seguiti negli anni, una scaletta fatta di brani storici, ricordi condivisi e di quella stessa libertà creativa che li aveva resi qualcosa di più di una band.

La targa donata al gruppo dall’amministrazione del Comune di Vicenza per la classificazione a Sanremo. In alto, da sinistra: Enrico Cera, Marcelliano Pozza, Fabio Guglielmi, Luca Moresco, Alan Bedin, Matteo Bussi. In basso, inginocchiati da sinistra: Mauro Ziroldi, Alberto De Toffani e Luca Campagnolo.

Perché Sinergia, per molti, è stato un movimento. Un punto di incontro tra musica, idee e persone. Oggi, dopo strade di vita diverse, lavori, esperienze e percorsi lontani tra loro, i musicisti tornano a incontrarsi proprio lì dove tutto può ricominciare: su un palco. Con la voglia di riaccendere quella connessione fatta di energia, amicizia e unione musicale. Il luogo scelto non è casuale: il Teatro San Marco di Vicenza, che in passato era già stato una delle tappe della loro storia. Un cerchio che si chiude… e forse uno nuovo che si apre. Qui sotto trovate in esclusiva la locandina dell’evento.
Cliccate qui per prenotare e acquistare il biglietto di quello che promette di essere molto più di un concerto: un ritorno atteso, un momento da condividere, forse davvero l’evento dell’anno.

30 aprile 2026 – ore 21:00
📍 Teatro San Marco Contra’ S. Francesco 76 – Vicenza
🎟 Biglietti Intero: 10€ (+ d.d.p.) Ridotto: 8€ (+ d.d.p. under 12)

📞 Informazioni e prenotazioni
http://www.tsmvicenza.it
0444 922749 (lun, mar, gio | 14:30–18:00)

ℹ️ Info concerto: Pedro – 345 4829225
Il silenzio è finito.
⚡ POLO POSITIVO + POLO NEGATIVO ⚡

Nāda: Orientamento e Conoscenza. La via del Suono

La Ricerca dell’Essenza. Il Suono come Orientamento

Nāda Yoga e l’Isometria vocale parlano, in fondo, la stessa lingua: quella del suono come stato, non come azione.Praticare nel Nāda significa praticare con consapevolezza l’entità del suono (nāda) non solo prodotto, ma ascoltato e abitato. L’isometria vocale insegnata da Alan Bedin fa proprio questo. Mantenere l’equilibrio statico per trasformare il respiro sottile in uno stato meditativo e facilitare in noi il cambiamento. È un vero lavoro di ricerca personale nel proprio suono stabile.

Alan Bedin, Studio Hanuman aps dove insegna privatamente e produce artisticamente o organizza gruppi di ascolto

Introduzione al Nada Yoga e allo Yoga del Suono

Il primo incontro dedicato alla scoperta del Nada Yoga, la pratica che utilizza il suono e la vibrazione come strumenti di consapevolezza e trasformazione. Partiremo dalla respirazione consapevole, fondamento per entrare in ascolto profondo di sé, e guideremo i partecipanti nella scoperta della nascita del proprio suono, come via per calmare la mente e ritrovare centratura attraverso la tecnica del Mind. Attraverso tecniche vocali ed esperienziali lavoreremo per:

  • sciogliere tensioni fisiche ed emotive;
  • riconoscere e valorizzare la morfologia del proprio apparato fonico (accordo pneumo-fonico, meccanismi laringei, registro)
  • esplorare il passaggio dal suono interiore Anahata al suono manifesto Ahata, prodotto consapevolmente.

Un percorso introduttivo per sperimentare il suono come strumento di equilibrio, ascolto e presenza.

“Finalmente, il modo più concreto per noi occidentali di avvicinarci alla cultura orientale del respiro e del suono, come vero orientamento e bussola per la nostra ricerca dell’Essenza, è attraverso il Nāda Yoga. Tuttavia, è necessario creare ordine su questo termine, spesso usato scorrettamente per descrivere attività olistiche poco organizzate o consapevoli, prive di vera tecnica o musica indiana. Elementi fondamentali come akar (suono vocale originario), rasa (condizione e stato emozionale), tāla (pulsazione e velocità di acquisizione nel ciclo vitale-ritmico continuo), rāga (forma melodica e identità sonora) sono indispensabili per scoprire la nostra formula sonora individuale nel Nāda”. (Alan Bedin)

PROGRAMMA

prima parte

Introduzione al Nada Yoga e allo Yoga del Suono

Il primo incontro dedicato alla scoperta del Nada Yoga, la pratica che utilizza il suono e la vibrazione come strumenti di consapevolezza e trasformazione. Partiremo dalla respirazione consapevole, fondamento per entrare in ascolto profondo di sé, e guideremo i partecipanti nella scoperta della nascita del proprio suono, come via per calmare la mente e ritrovare centratura attraverso la tecnica del Mind.

Attraverso tecniche vocali ed esperienziali lavoreremo per:

  • sciogliere tensioni fisiche ed emotive;
  • riconoscere e valorizzare la morfologia del proprio apparato fonico (accordo pneumo-fonico, meccanismi laringei, registro)
  • esplorare il passaggio dal suono interiore Anahata al suono manifesto Ahata, prodotto consapevolmente.

Un percorso introduttivo per sperimentare il suono come strumento di equilibrio, ascolto e presenza.

seconda parte

rāga, la melodia come identità sonora e trasfigurazione nel suono

Il secondo incontro dedicato alla scoperta del rāga e dell’identità vibrazionale del suono attraverso gli Swara, le note della musica classica indiana. Partiremo dall’ascolto e dall’intonazione degli intervalli per comprendere come ogni suono nasca dal Nada e si manifesti con una qualità, una direzione e un carattere specifico. Specificheremo che nel contesto dello yoga, Swara non è una posizione fisica, ma il flusso consapevole del respiro: la “nota” del corpo che riflette l’attivazione dei canali energetici nel corpo sottile.

Attraverso pratiche di ascolto, vocalizzazione e consapevolezza respiratoria esploreremo:

  • la percezione degli intervalli come spazio vibratorio partendo dal suono bordone accompagnati da tampura, harmonium e tarang;
  • la relazione tra respiro e identità sonora;
  • il suono come espressione con il Sargam (notazione indiana) e Akar (canto con la vocale ‘A’).

Un percorso introduttivo per approfondire la dimensione musicale e sottile del suono come strumento di presenza e conoscenza attraverso la partitura gestuale del suono.

terza parte

tala, la pulsazione interiore che unisce corpo e respiro

Il terzo incontro dedicato al Tala, il ritmo della musica classica indiana, e alla sua integrazione con le scuole occidentali di Nada Yoga.

La pulsazione del Tala funge da ponte tra musica e disciplina fisica: permette al praticante di “danzare” con il tempo e trovare armonia interiore attraverso il ritmo e la visualizzazione del Sam. Il respiro è il Tala interno: sincronizzando il ritmo respiratorio e cardiaco con il Tala esterno (musica e strumenti), si favorisce la connessione mente-corpo e l’equilibrio interiore. Durante l’incontro si esploreranno:

  • il ritmo come strumento di centratura e presenza;
  • l’uso di mudra e gesti per coordinare respiro, movimento e tempo;
  • la relazione tra corpo, suono e ritmo come esperienza integrata dei bol (cellule ritmiche onomatopeiche).

Un percorso per scoprire il ritmo come ponte tra percezione interna ed espressione esterna attraverso la tecnica del konnakol come tecnica pedagogica millenaria di tradizione orale che insegna a interiorizzare i ritmi.

quarta parte

rasa, sintonizzazione formantica dal suono alla semantica

L’incontro che esplora il Rasa nello Yoga dell’ascolto e della creazione del suono, per comprendere che il vero praticante è colui che compone, che si ascolta durante l’esecuzione ed è consapevole di non riprodurre mai la stessa esposizione del proprio rāga.

Il laboratorio per trasformare il suono in esperienza emotiva e corporea. Rasa (lett. “succo”, “essenza” o “sapore”) rappresenta l’esperienza estetica ed emozionale profonda che l’ascoltatore vive attraverso la musica classica indostana e carnatica, nei bhajan, kirtan o mantra partendo dagli archetipi del bija. Grazie agli studi di Alain Danielou, la musica nella prima metà del ‘900 diventa uno strumento funzionale all’armonia del corpo. Attraverso l’ascolto e l’esecuzione dei rāga, si percepisce la vibrazione nel corpo, si sciolgono blocchi emotivi e si crea una connessione profonda. Ascoltare e cantare insieme l’esperienza del raga Yaman eseguito spesso nelle prime ore della sera, evoca un’atmosfera calma, pacifica e vivace, risultando ideale per l’improvvisazione.

quinta parte

prahar, la fascia oraria per praticare nel Nada, suono primordiale

L’ultimo incontro dedicato alla relazione tra identità sonora, pulsazione e stato emotivo nelle diverse ore del giorno. Nella tradizione indostana, ogni rāga è associato a una specifica fascia oraria della giornata, chiamata Prahar, in armonia con il ciclo solare. Questa corrispondenza favorisce l’emergere di un determinato rasa, in sintonia con l’ambiente e con lo stato d’animo — come l’atmosfera devozionale delle ore del mattino. Il quinto intervento propone la pratica in una diversa ora del giorno, in relazione diretta con la presenza del sole, attraverso l’esperienza del rāga Bhairavi, per esplorare come il tempo influenzi la percezione emotiva e vibratoria del suono. Un percorso per vivere il rāga come dialogo vivo tra natura, coscienza e dimensione interiore.

Per i praticanti di yoga e per gli insegnanti, per i ricercatori autentici

Per tutti i ricercatori della verità che risiede nella vibrazione primordiale, nel suono come rivelazione della propria essenza, senza alcuna esperienza né musicale né yogica, è aperta l’opportunità di esplorare questo percorso di scoperta interiore.

Habibi, la selezione musicale in vinile dedicata al mondo arabo… Dal Qawwali al Funk, dallo smooth jazz al Beat

Vicenza, è stato un luogo di incontro tra culture e suoni. Al Malvasia, locale della città di Vicenza , si è svolto un’evento unico nel suo genere, che ha portato alla scoperta di Habibi Funk, un’etichetta discografica che si distingue per la sua eclettica selezione di musica in vinile dal mondo arabo. Alan Bedin con la sua consolle ha offerto un viaggio sonoro attraverso le strade di Marrakech, Il Cairo e Beirut, con un’atmosfera calda e accogliente che ha permesso ai presenti di immergersi nella ricchezza della musica araba. I dischi in vinile, accuratamente selezionati, hanno raccontato storie di amore, di lotta e di libertà, trasportando il pubblico in un mondo lontano eppure così vicino.

Alan Bedin. Habibi
 FUNK & BEAT ARABIC VINYL RHYTHM selezione musicale a cura di Alan Bedin
Alan Bedin. HABIBI. FUNK & BEAT ARABIC VINYL RHYTHM. Selezione musicale a cura di Alan Bedin

Habibi Funk è un’etichetta che si è fatta conoscere per la sua capacità di scoprire e promuovere storie di artisti unici, di proporre una visione unica e innovativa della musica araba. La selezione di dischi in vinile è un vero e proprio tesoro, che offre un’accesso diretto a una cultura ricca e variegata.

L’evento al Malvasia di Vicenza è stato un successo, grazie alla passione e alla dedizione di chi ha organizzato la serata e di chi ha partecipato. Un incontro che ha dimostrato come la musica possa essere un ponte tra le culture e le persone, e come l’arte possa essere un linguaggio universale.

Alan Bedin

Amelia Cuni. Una voce unica tra tradizione e contemporaneità.

Cantante formata in India con maestri di spicco come R. Fahimuddin Dagar e Bidur Mallik, Amelia Cuni unisce la musica tradizionale indiana alla sperimentazione contemporanea. Con una carriera internazionale ricca di festival e concerti in tutto il mondo, la sua voce è apprezzata da pubblico e critica per la sua originalità e profondità. Amelia Cuni ha collaborato con moltissimi artisti, dalla musica antica alla contemporanea, jazz, ambient senza denigrare la sperimentazione.

Amelia Cuni (1958–2024) cantante, performer, compositrice, scrittrice

La maestra-artista Amelia Cuni ha calcato le scene di tutto il mondo, collaborando con grandi nomi come Terry Riley. Con una discografia eclettica e numerose collaborazioni, compone musiche su testi in diverse lingue. È anche fondatrice del metodo “Vocalità Meditativa”, che unisce la consapevolezza vocale alle radici del canto indiano Dhrupad. La carriera di Amelia Cuni è un punto di riferimento unico e un testamento della sua abilità di unire le culture musicali in modo creativo e intelligente. Continua ad essere una fonte di ispirazione per giovani cantanti e ricercatori di tutto il mondo, dimostrando che la passione per l’arte indostana e la dedizione a una disciplina rigorosa possono portare a risultati unici, depositari di una tradizione millenaria come quella del Dhrupad, con una proiezione e contaminazione contemporanea.

Vicenza e Venezia hanno avuto il privilegio di ospitare Amelia Cuni, un’artista eccezionale che ha condiviso la sua passione e conoscenza della musica indiana con centinaia di studenti e appassionati attraverso esibizioni e lezioni memorabili. Queste esperienze hanno permesso di comprendere l’universalità e l’importanza dello studio della voce nel canto indiano e originario per tutte le nuove tendenze. Amelia Cuni ha dimostrato con il suo esempio che la passione per l’arte indostana e la dedizione a una disciplina rigorosa possono portare a risultati unici e straordinari.

Il Dipartimento di Musica Indiana del Conservatorio di Vicenza, allora coordinato dal compianto Enrico Anselmi, e la Fondazione Cini di Venezia possono essere orgogliosi di aver avuto il privilegio di ospitare e condividere la didattica e la diffusione culturale con un vero e proprio pilastro della Musica Vocale Contemporanea.

Un’esclusiva per l’Università Ca’ Foscari di Venezia: “Mano Manjari. Un nuovo Suono dall’India”

MANO MANJARI: “My Mind. Un nuovo suono dall’India”
 
Omaggio a Amelia Cuni
 
Mano Manjari: vocals, violin
Alan Bedin: vocals, tarang
Edoardo Piccolo: electronics
Maurizio Murdocca: tabla

Mano Manjari Ensemble” 14 novembre presso l’Auditorium “Cesare De Michelis”, M9 – Museo del ‘900, Venezia alle ore 20:00

Un’esplorazione esclusiva dell’Universo musicale indiano con la Dott.ssa P.V. Mano Manjari, capo dell’Istituzione MANO MANJARI SANGEET NIKETHAN affiliata a Bhathkhande Sangeet Vidyapith a Lucknow, India.

A Venezia, si potrà vivere l’incanto della musica indiana, lasciandosi affascinare dalla melodia (Rāga) e dal ritmo (Tāla) grazie a un’esecuzione dal vivo con la Maestra violinista e cantante Mano Manjari e con Maurizio Murdocca, percussionista esperto di tabla e portatore della tradizione di maestri indiani, che si unirà a questo progetto innovativo.

Dr.P.V. Mano Manjari

Entrambi gli artisti sono stati insegnanti di “Hanuman. La Scuola di Musica e Danza Indiana” e proporranno brani della tradizione classica e semiclassica indiana, sia vocali che strumentali. Per l’occasione dell’esibizione della Maestra, il coordinatore della scuola Alan Bedin, performer contemporaneo, prenderà parte al concerto, arricchendolo con improvvisazioni vocali e strumentali utilizzando il suo Sur Saj Tarang, uno strumento indiano che fonde elementi della cultura popolare.

L’opera visionaria per questo evento straordinario, che coniuga musica classica indiana, improvvisazione, tecnica vocale e poesia sonora elaborata elettronicamente in diretta dal producer Edoardo Piccolo, definirà con l’operazione “My Mind” una nuova musica d’insieme dal respiro internazionale.

La Maestra Mano Manjari si esibirà ricordando la grande cantante italiana Amelia Cuni, fondendo la sua tradizione millenaria con “Musica Spontanea”, operazione che ha riscosso successo con l’installazione estiva Stanza del Suono alla mostra “Mondi futuristi contemporanei” di Desenzano del Garda.

L’ambiente sonoro indiano, con l’immancabile bordone, sarà caratterizzato dall’inserimento di tre lastre a semicerchio sulle quali saranno montati dei trasduttori, diffusori che trasmettono vibrazioni alla superficie sulla quale sono installati. I materiali saranno perturbati dalle vibrazioni dei suoni dei musicisti, diffondendo il suono nel teatro non in maniera lineare e puntiforme, ma lungo tutta la loro superficie, sfruttando i modi di risonanza e le caratteristiche fisiche dei materiali.

L’esperienza “My Mind” sarà un’immersione sonora unica, con elaborazione del suono in tempo reale durante l’esibizione. Un omaggio al Nada, suono come forza trasformativa universale! Con l’ambiente sonoro, la materia e il corpo interagiscono e risuonano, eccitandosi a vicenda in una forma di comunicazione che unisce tradizione e tecnologia.