S.Sebastiano. La Voce liberata di Alan Bedin incontra la musica di Cristiano Fracaro per lo spettacolo EPOCHÈ

EPOCHÈ viaggio immaginario nelle Metamorfosi di Ovidio
Sabato 12 ottobre ore 21.00 Kitchen Teatro Indipendente via dell’Edilizia 72 – 36100 Vicenza
Due danzatrici stanno allestendo la scena, giocano tra loro, provano un passo di danza a due, passano ben presto dalla complicità alla competizione, dal gioco alla prevaricazione reciproca. Ma l’entrata in scena di una figura antica le condurrà in un percorso fatto di domande, disappunto, riflessioni sull’abitudine, la pessima abitudine di prevaricare, etichettare, sminuire gli altri, spesso sotto l’ala nera dell’invidia, sempre sotto il fango del pregiudizio. Uno spettacolo incalzante tra classico e contemporaneo, in cui la narrazione e la danza si fondono in un equilibrio continuo tra parole, corpi e musiche, su una scenografia fortemente evocativa.

NOTE DI REGIA Epochè, ovvero la sospensione del giudizio, è un viaggio immaginario nelle Metamorfosi di Ovidio, epifanie senza tempo delle caratteristiche umane, per inseguire e mettere in scena un’idea, al di là della primitiva fascinazione che ogni trasformazione porta con sé. Un’idea che grida e reclama  il diritto di ogni individuo ad essere visto per ciò che è nella ricchezza del suo essere. Un’idea che si chiede perché sia tanto difficile la sospensione del giudizio, o meglio del pregiudizio, e invece sia tanto facile e comune sparlare degli altri e spesso senza una ragione sufficiente. Le opere classiche ad ogni rilettura fanno sbirciare da nuove porte, magari non notate in precedenza, e sfiorano l’immaginazione con ali di quesiti sospesi nel vortice dei pensieri e delle evocazioni. In questo disorientamento senza risposte, a volte è sufficiente allungare una mano ed afferrare fra le dita un filo per seguirlo dipanarsi nel messaggio di cui è portatore. Questa volta il filo porta ad esaminare un comune modo di pensare che, serpeggiando capillare e predatorio, si è radicalizzato nella nostra cultura al fine di definire, incasellare, parcellizzare sempre più l’individuo, trascurando, deridendo o screditando le sue potenzialità e diversità. Un’ottica restrittiva dei diritti e delle identità della persona che resta incasellata in un’unica specificità, spersonalizzata, catalogata. Etichette sociali, ruoli paralizzanti, direzioni a senso unico, gabbie anguste in risposta a chi prova ad andare oltre il consentito, a chi vuole spostare in avanti i propri confini per affermarsi oltre ciò che si pensa il destino, cioè la società gli abbia riservato. Un raccapricciante e feroce gioco di Hybris e Nemesis per chi vuole determinare la propria vita, mettersi alla prova mangiando il frutto proibito. E quel filo d’intuizione afferrato fra le dita conferma che i testi classici ci costringono fortunatamente a guardare nell’attualità della nostra cultura contemporanea.

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Drammaturgia: Franca Pretto – Regia: Franca Pretto e Gianni Gastaldon – Coreografie: Marta Giovanna Tabacco – Musiche: Cristiano FracaroDisegno luci: Gianni Gastaldon con Franca Pretto, Marta Giovanna Tabacco, Margherita Zazzera – Costumi: Emanuela Lunardon “Atelier Essenziale” e Laura Bianchin – Vocal: Alan Bedin, Sabrina Turri – Riprese video: Eva Venzo – Foto di scena Silvana Gallio – Produzione: DODO s.a.s

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1945-1979 Via Demetrio Stratos musicista-vocalista sperimentale.Cantare e ricordare l’Artista insieme alle stelle del Progressive Italiano

Scipione Castello, Sabato 3 agosto. Un giorno indimenticabile per la comunità del paese e per i musicisti impegnati a contribuire artisticamente al 20° Memorial di Demetrio Stratos. In una cornice medievale si è compiuto l’evento più  significativo in Italia per ricordare il grande artista ricercatore: una strada, una via a lui dedicata, un monumento e un concerto memorabile nel quale hanno partecipato i suoi compagni storici e i nuovi musicisti ispirati dal linguaggio musicale del gruppo Area International Popular Group. Insieme al gruppo ideato da Chicco Christian Capiozzo – Hommage à Area – sono saliti nel palco anche tre colleghi di Demetrio: Paolo Tofani, Ares Tavolazzi del gruppo Area e Mauro Pagani, Violinista performer storico della Premiata Forneria Marconi. Tutto è iniziato nel tardo pomeriggio con una folla emozionata presente alle porte del cimitero – ora monumentale – per assistere all’inaugurazione della via dedicata all’artista. Accompagnati dalle Flautofonie amplificate da un curiosissimo tre ruote Ape, abitanti del luogo e musicisti da tutta Italia emozionati ad ascoltare le parole del sindaco, del sacerdote ‘rock’ e della moglie Daniela Ronconi che con la figlia Anastasia, levato il velo tricolore, ha scoperto la nuova targa: 1945-1979 Via Demetrio Stratos musicista-vocalista sperimentale. Dopo una cena conviviale nel parco del castello il gruppo – per la serata consacrato come Area Open Project – si avvicina sotto il palco e ascolta i ricordi, le riflessioni e i monologhi di Paolo Tofani dedicati a sua madre e all’amico performer Demetrio. Salgono in ordine sul palco: Chicco Capiozzo, Fabio Russo, Daniele Santimone, Milco Merloni e Alan Bedin cominciando con un travolgente preludio strumentale ed elettronico di Arbeit Macht frei, per poi proseguire con Giro tondo e altri brani. Per Luglio Agosto Settembre Nero e Cometa Rossa sale il bassista storico del gruppo: Ares Tavolazzi. L’energia della serata aumenta e il suono diventa protagonista, il pubblico in visibilio.  Si prepara a salire sul pulpito musicale un’altra stella del Progressive e Folk italiano, il Maestro Mauro Pagani per proporre al pubblico due brani del suo storico Lp ‘Mauro Pagani’, in ordine Europa Minor e L’Albero del Canto dove il gruppo Area aveva partecipato attivamente con Giulio Capiozzo e Demetrio Stratos. Una serata fantastica dove il pubblico e gli artisti hanno potuto interagire continuamente, partecipare attivamente all’evento, cantare insieme senza veli a voce sciolta da ogni inibizione Gioia e Rivoluzione. I volumi si interrompono con i piatti finali di Capiozzo, il Castello si è traformato nel tempio di Demetrio Stratos. Viva la Musica

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Whispers. Un reading al chiaro di luna per prendere a schiaffi il passatismo italiano

89e6ffba-7c26-4972-bfd9-929c90723d0bLa lungimiranza di Valeria del Villa 6 Sharing Bar di Thiene ha scombinato i piani degli ascoltatori. La scelta di offrire a Thiene un programma di readings e note sotto la luna nel parco di Villa Fabris. Infatti il 1° luglio è stato il primo appuntamento del calendario Whipers che durerà fino al 29 del mese. Ritorniamo a noi. Cos’è successo lunedì? Una performance futurista a cura di Alan Bedin, accompagnato dal pianista Marco Ponchiroli. Più esattamente: voce deliberata, parolibera, intonarumori, piano preparato e libertà, tanta libertà. Tutto è decollato da una decostruzione di un notturno di Chopin, da uno sfrontato intervento del performer Bedin dal pubblico (…) contro la tradizione e i Conservatori passatisti. Il Ponchiroli artefice sonoro risponde con cluster pianistici e note singole per svincolare l’ascoltatore da qualsiasi processo armonico e riconducibile ad esperienze d’ascolto passato. Fuori da tutti i possibili déjà-vu – o fenomeni psichici che centrino con dei ricordi o esperienze gli ascoltatori – i due performer si bloccano e si riaccomodano davanti ai loro strumenti con un altro punto di vista dimenticando il proprio ‘IO ARTISTA’.

IO FURURISTA! Un atteggiamento ancora vivo contro la tradizione, di ribellione artistica e di sprono per le nuove tendenze. La performance inizia con il vocista seduto comodamente in una sedia con il suo tavolino, con la sua lampada di stile per leggere il manifesto futurista e raccontare, spiegare le intenzioni del movimento creato dal grande F. T. Marinetti. Una continua interazione con il pubblico, un verbigerazione continua di parole ripetute per enfatizzare e preparare il pubblico attentissimo alla parolibera finale del Bombardamento di Adrianopoli. Nel frattempo il maestro Ponchiroli passava dal piano ad un I pad con i campionamenti dei piani preparati di John Cage. Il pubblico applaude alla fine della performance e ringrazia gli artisti per la lezione di vita. Riconoscono nuovamente il ruolo sociale dell’artista. .

Surya Namaskara: āsana per l’Hatha Yoga,svara per il Nāda Yoga. Quando il movimento e la sequenza musicale è un omaggio al Sole

I 108 saluti al Sole, Surya Namaskara: la serie di āsana e di movimenti per i praticanti di Yoga permettono di sfruttare l’energia solare nel momento della pratica. Diversi elementi si uniscono per raggiungere l’obbiettivo. Primo su tutti prāṇāyāma (esercizi respiratori), mantra (suoni vocali), mudrā (gestualità simbolica). Un grande gruppo di praticanti e allievi della maestra — hanno potuto manifestarsi accompagnati dal suono creato da Alan Bedin e Angelo Sorato. Harmonium, voce e bansuri hanno accompagnato l’intera pratica creando un ambiente sonoro unico e coinvolgente per il risultato finale dell’esercizio sia fisico che spirituale. Cantare e far cantare. Suono tradizionale con ricerca e improvvisazione, condivisione tra strumenti musicali e tensioni fisiche, tra risultati melodici e centri energetici dei corpi in movimento. Tutto immerso nel verde dei colli berici in Villa dei Nani, in zona Monte Berico a Vicenza.

Il programma è partito lieve con Japa Mala di OM GAM GANAPATAYE NAMAHA accompagnato dalla voce e il bansuri. La pratica dei 108 con la voce in Akār. Nel rilassamento finale il canto dolce dei Santi Nomi con il MAHA MANTRA, dolce e lento. Poi l’esplosione, con il mantra Om Namah Shivaya ritmato, forte con il coro collettivo. La chiusura del Kirtan con LOKAHA SAMASTAHA SUKHINO BAVANTU, un augurio di serenità, buona salute e armonia per tutti gli esseri viventi.

 

Abhinaya. L’espressione nel teatro-danza tradizionale dell’India ad Altavilla.

La Danza per raggiungere e comunicare il Rāsa, l’essenza dell’esperienza umana, le emozioni che governano la vita umana.

Dopo il succeso delle collettive Hanuman ha presentato il quinto incontro dedicato alla musica e alla danza indiana. Finalmente uno sguardo meticoloso con un evento a cura della ballerina, scenografa e didatta Sala Grau Nuria. Una giornata dedicata all’espressione del Teatro-Danza: una presentazione, una dimostrazione e una lezione pratica per i corsisti e per tutta la cittadinanza. Una vera e propria dislocazione dal Centro CUCA che ha ospitato tutte le altre giornate. Per questa grande occasione l’organizzazione si è trasferita presso l’Auditorium dedicato all’amico Nado – compaesano dell’ Ass. Hanuman – all’interno della bellissima biblioteca di Altavilla Vicentina. Dopo le lezioni e gli eventi intineranti – dedicati alla struttura melodica del Rāga e a quella ritmica, il Tāla – finalmente siamo arrivati a compimento, al raggiungimento del piano emozionale che prevede il mārga (la strada) delle discipline indiane. Il testo poetico che attraverso il gesto della Danza Bharatanatyam si trasorma in Rāsa, in varietà di sentimenti, emozioni che gli umani provano l’uno con l’altro o con una divinità. Un evento unico dove corsisti e pubblico presente ha percepito come può avvenire una recitazione di un verso da parte di una danzatrice: dal suo corpo, dalle sue mani, dai suoi occhi.  Risultato strabiliante, affascinante.
La giornata poi è proseguita con una festa al Tavernacolo in Via Rossini. La selezione musicale di 60s Indo Jazz a cura di Alessio Berto con le sue rarità in vinile direttamente da Londra.

Hanuman raggiunge il sole. Un grande musicista: Pandit Partho Sarothy. Un ospite d’onore unico: Pandit Ritwik Sanyal.

Venerdì 17 maggio 2019. Un evento unico, un regalo. Quasi un dono per l’impegno che Hanuman ha dimostrato per aver trasformato la Scuola in un vero e proprio centro culturale dove – grazie alle collettive mensili – ha riunito nei suoi appuntamenti più di centocinquanta presenze. Presenze significative: insegnanti, allievi, musicisti di vario genere curiosi delle nuove discipline proposte. Infatti dopo la lezione magistrale di canto e violino in stile indiano curata personalmente da Dr. Pv Mano Manjarie accompagnata dal nostro docente di tabla Maurizio Murdocca, Hanuman ha ricevuto un altro grande dono musicale. Venerdì 17 maggio in poco più di una settimana è stato organizzato – in collaborazione diretta con il tablista Stefano Grazia e il bansurista docente Angelo Sorato – un concerto unico: il grande Pandit Partho Sarothy con il suo magico sarod. Dalla promozione alla logistica, tutto è stato eseguito in velocità ma con molta determinazione. Consapevoli della grande opportunità lo staff si è rimboccato le maniche per offrire al pubblico una grande esperienza. (…) “Dopo una telefonica con Stefano Grazia ed essermi assicurato della logistica e tecnica, non ho mancato di raggiungere Villa San Carlo di Costabissara (VI) per un’altra figura di spicco della musica indiana, più precisamente del canto Dhrupad – che in quel periodo è stato impegnato in un seminario. Io con mio figlio Ravi abbiamo avuto l’onore di invitare al concerto il grande Pandit Ritwik Sanyal. Cosa volere di più dalla vita? Incredibile da pensare, ma la sala del concerto mezz’ora prima era ancora occupata da un gruppo di giovani per delle prove di danza, ma questo non ha fermato lo staff di Hanuman e del Centro Cuca, ambiente polifunzionale di rara bellezza che ospita da due anni le lezioni di Hanuman. Amplificazione, tappeto , cuscini in sala. Alle 21:00 le persone cominciarono a raggiungere la location increduli ancora del grande evento. Alle 21:15 entra il maestro Sanyal e sale inverosimilmente la shakti in sala, 21:20 calono le luci, si accende il fondo con il logo della scuola, io presento e saluto il pubblico. Entra il tablista Grazia e subito dopo con un sorriso raggiante il grande Partho Sarothy. Anche se il concerto era stato anticipato da un sound check velocissimo, alle prime note del sarod, il pubblico presente si rese conto che il nada, il suono sarebbe stato protagonista della serata. Dopo un primo rispettoso ringraziamento del maestro iniziano gli swarwa dal suo sarod, veri diamanti… note uniche per un primo Rāga Puriya Dhanashree. Un alap che identificava al massimo l’entità musicale. Poi jor e jhala con una melodia serale di rara bellezza. Grazie ad un pubblico intressatissimo e rispettoso l’immediato raggiungimento del rasa: compassione ed emozione! Dopo la felicità espressa con un approvazione del pubblico il maestro ‘ferma l’aria’ con il Rāga Charukeshi. Stavolta un alap breve e gioca con la risonanza di parti percosse nello strumento poi con una accorta parabola stilistica apre con un gat in madhya-vilambit (medio lento) tintāl, e minuziosamente in drut (veloce) tintāl. Sempre un Raag molto melodioso, ma relativamente nuovo anche per gli ascoltatori più allenati in quanto (a detta dei miei docenti della scuola) è un rāga adottato dalla musica carnatica in stile Hindustani. Il maestro dopo l’esecuzione e l’applauso scrosciante del pubblico ringrazia nuovamente me e lo staff, la location – a suo dire prestigiosa – e chiede umilmente se la sua opera fosse stata apprezzata e domanda altresì se avremmo voluto ascoltare ancora il suo strumento. La risposta ovviamente scontata: gli sguardi delle persone non riuscivano contenere il pieno appagamento. Inizia il Rāga Bhairavi con un alap breve ma che subito porta alla scansione ritmica del Deepchandi tāla. Una chiusura unica con la regina delle melodie. Dalla morbidezza delle note Komal e la loro resa omogenea di singolare esecuzione con piacevoli tocchi e sospensioni che incuriosirono tutti gli ascoltatori ormai immersi nella dimensione liquida di Partho Sarothy. Un raag diurno per la chiusura di un concerto serale che – anche se usato come pezzo conclusivo nei concerti – molti della scuola lo hanno visto come un augurio, una speranza di risveglio dall’ impasse che a volte colpisce noi musicisti. Nonostante l’ora e cinquanta del concerto di musica classica indiana il tempo è volato! Il tablista Grazia si inchina orgoglioso della grande serata musicale, il maestro sorride e accoglie il collega e connazionale Ritwik Sanyal con un saluto e ringraziamento sincero. Fiori nel palcoscenico ancora carico di energia per i maestri ed artisti. Dovuto l’inchino e i riconoscimenti da parte dello Staff di Hanuman al grande musicista e maestro Pandit Partho Sarothy”.

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La musica e la disponibilità Dr. P.V. Mano Manjarie incontra Hanuman con più di quaranta allievi. L’inizio di un nuovo progetto…

56514031_10216942866397987_4729493264799891456_nHanuman. La Scuola di Musica e Danza Indiana vola sempre più in alto! Un vero e proprio viaggio che ha portato un pubblico attentissimo da Occidente ad Oriente. Un evento unico, un laboratorio unico con una grande protagonista del canto e del violino indiano: Mano Manjari, che accompagnata dall’insegnante di tabla Maurizio Murdocca ha presentato un laboratorio di Violino in stile indiano e canto. Dr. Pv Mano Manjarie ha ottenuto i più alti riconoscimenti alla Banaras Hindu University , Varanasi , India nel 1994 allieva della famosa e stimata violinista indiana Prof. Mrs. N. Rajam; al Bhathkande College of Music Lucknow, India nel 1991 e nel 2018 ha conseguito il dottorato presso University of Madras , Chepauk, Chennai. L’insegnante di violino del Cuca (dip. classico) – Giordano Polon – ha curato la prefazione della giornata esponendo la storia e le origini antichissime dello strumento virtuosistico per eccellenza. Poi la Maestra ha presentato due rāga:Yaman e Āsāvari ed esposto le composizioni con le diverse combinazioni. Allievi ed insegnanti hanno studiato e cantanto con Mano attraverso due temi romantici rispettando la struttura ritmica ciclica del teen taal scandito dal tabla di Murdocca. Una lezione frontale, un successo didattico.