MV Eventi di Matteo Vanzan con Alan Bedin a Recoaro per una mostra unica! “ARTE E SPIONAGGIO: quando i servizi segreti decretarono il successo della Pop Art”

Sapevate che il MoMA di New York è nato per mascherare un disastro avvenuto nella miniera dei Rockfeller? E che l’affermarsi della Pop Art su scala internazionale si fonda su un vero e proprio piano strategico fatto di servizi segreti e coordinato dalla Cia per vincere la Guerra Fredda al fine di lanciare l’era dei consumi? Questa è l’indagine storico-culturale che si pone la mostra “ARTE E SPIONAGGIO: quando i servizi segreti decretarono il successo della Pop Art”, che aprirà il prossimo 17 giugno 2017 presso il Teatro Comunale di Recoaro Terme (Vi). Organizzata dalla Pro Loco di Recoaro Terme, con il patrocinio del Comune – Assessorato alla Cultura, e in collaborazione con l’agenzia MV Eventi e Alan Bedin, l’esposizione sarà curata da Matteo Vanzan attraverso un viaggio tra i principali artisti della Pop Art americana e italiana analizzando il segreto del loro clamoroso successo non solo con  l’analisi delle opere esposte e delle loro ricerche artistiche, ma anche attraverso un filo conduttore che ripercorre le scelte politiche e sociali di coloro che proclamarono uno stile di vita dedito alla libertà e al libero arbitrio, glorificando un uomo in grado di arrivare alle più alte vette socio-economiche ed esportando un modello che conosceremo con il nome di American way of life.

L’american dream viene rappresentato attraverso le opere d’arte di Andy Warhol, Roy Lichtenstein, Robert Indiana, Keith Haring, Mario Schifano, Mimmo Rotella e degli altri artisti in mostra cercando di capire i motivi che hanno portato alla premiazione di Robert Rauschenberg alla 32a Biennale di Venezia, una Biennale epocale, punto di rottura che spostò l’asse artistico dall’Europa all’America, decretando la vittoria della Pop Art su scala mondiale e spazzando letteralmente via le ricerche informali che da anni imperversavano nel mondo dell’Arte. Abbiamo studiato un’esposizione fatta di opere d’arte, filmati, fotografie e documentazione storica dal forte apparato didascalico per accompagnare il visitatore in un mondo dove l’arte è diventata una potentissima arma contro il nemico sovietico, utilizzata dallo spionaggio e dal potere politico americano per una battaglia silenziosa e micidiale, arrivando a obbligare i Musei di tutto il mondo a cancellare la programmazione in atto preferendo gli artisti americani”. Dal 1947 al 1967, infatti, l’arte delle nuove avanguardie americane diventò il fondamento su cui poggiava la mentalità capitalistica, ottenendo l’unanimità dei consensi proprio grazie ad un codice linguistico immediatamente riconoscibile e accessibile, dedito alla società dei consumi rappresentata da icone e brand di successo che sosteneva e valorizzava l’individuo, trovando grandi magnati pronti a fondare Musei e a sostenere collezioni centrate sulla nuova arte americana, che mostrava una società forte, determinata, opulenta e sicuramente libera. È proprio su questo termine, a volte abusato o frainteso, che si fonda la credenza per cui in America esiste una libera Arte in libero Stato, un’arte che diventa sostegno pubblicitario di un sistema produttivo da celebrare ed esportare. D’altra parte, come lo stesso Achille Bonito Oliva racconta, “se nessuno pensa a Bernini e Borromini come sostenitori della Santa Inquisizione contro la riforma protestante, così non è possibile fare facili equazioni tra arte ed imperialismo Yankee. Piuttosto colpisce l’inusitata sottigliezza culturale della Cia che contrappone alla cupa esportazione del realismo socialista da parte del Kgb il riconoscimento dell’importanza di un’arte che, come dice Nelson Rockefeller, rappresenta la pittura della libertà di impresa”. E’ però indiscutibile che il mito dell’America fosse prepotentemente presente, minacciosamente democratico, potenzialmente destabilizzante gli assetti di una società profondamente diseguale. Se le classi povere recepivano un’immagine dell’American way of life come strumento di liberazione da una vita di sofferenza e di privazioni, le classi colte conservavano un atteggiamento di sufficienza e di disprezzo verso una cultura ed un modello di vita considerati rozzi e spesso disumani. Un atteggiamento che connoterà intellettuali e classi abbienti per molto tempo. Il modello americano, dunque, si dimostrerà un modello popolare, democratico per vaste masse di italiani poveri.

La mostra sarà aperta al pubblico il prossimo 17 giugno 2017, e fino al 10 settembre, presso il Teatro comunale di Recoaro Terme (Vi) e sarà visitabile dal mercoledì al venerdì dalle 15.30 alle 19.00, il sabato, la domenica e i festivi dalle 10.00 alle 12.00, dalle 15.30 alle 19.00 e dalle 20.30 alle 22.00 con biglietto d’ingresso 5 euro, ingresso gratuito under 12

Arte e Spionaggio. Mostra a cura di Matteo Vanzan in collaborazione con Alan Bedin.
Arte e Spionaggio. Mostra a cura di Matteo Vanzan in collaborazione con Alan Bedin.

 

T&nCò sulla rivista Vinile. Da Demetrio Stratos a Luigi Tenco: un paragone iperbolico per il progetto di Alan Bedin.

(Michele Neri, Vinile #7 aprile-maggio 2017) Demetrio Stratos incontra Luigi Tenco. Con un paragone iperbolico, si può riassumere l’essenza di questo progetto ideato da Alan Bedin, eclettico operatore culturale in passato alla Cramps. Alan affronta questo difficile repertorio senza la minima soggezione, in compagnia di due straordinari musicisti come il pianista Marco Ponchiroli ed il fiatista Luigi Sella. Tutti a formare un trio di grandissima classe che interpreta Tenco ma non solo – infatti in scaletta troviamo anche cover di brani contemporanei ai classici del cantautore di Cassine, come Io sono il vento e Ore d’amore. Il canto di Alan si arrampica e scava tra le note, mentre i suoi compagni di avventura carezzano la sua voce con un risultato emozionante, complesso e coraggioso (ascoltate Se stasera sono qui). L’album esce anche in una edizione in vinile, formato particolarmente adatto a queste sonorità raffinate.

Sartea, Vicenza. Il trio di Alan Bedin chiuderà con T&nCò il programma per Vicenza Jazz 2017.

Il Bar Sartea per Vicenza Jazz 2017 presenta 9 eventi imperdibili. Ecco l’anteprima: Giovedì 11 maggio. Drums Organ Vibes Ensemble feat. Ettore Martin Ettore Martin: sax tenore – Giovanni Perin: vibrafono – Giulio Campagnolo: organo – Andrea Davì: batteria.

Venerdì 12 maggio. Vertical + Stellar Wind Sergio gonzo – tromba Luca Moresco – trombone – Antonio Gallucci: sax – Paolo Bortolaso: tastiere – Alessandro Lupatin: batteria – Nicola Tamiozzo: chitarra – Filippo Rinaldi: basso

Domenica 14 maggio dalle ore 17:00. Dal jazz al rock, il Bar Sartea è sempre stato il tempio e il punto di riferimento per tutti i musicisti della scena Vicentina. Lo staff del Centro Artistico Musicale Apolloni insieme ai suoi insegnanti e con la collaborazione del CUCA, Centro Urbano Cultura Artistica di Sovizzo, organizza una concerto dedicato ai giovani allievi dei laboratori pop&rock per fare vivere loro l’ esperienza più real e importante per un musicista: il live. I giovani musicisti di Rock and Real suoneranno e canteranno successi del rock e del pop internazionale.

Domenica 14 maggio dalle ore 22:00. Gatsby swing trio Rossana Carraro: voce – Riccardo Bertuzzi: chitarra – Andrea Bevilacqua: contrabbasso – special guest Beppe Calamosca

Martedì 16 maggio. Reunion Nicolò Loro Ravenni: sax – Beppe Calamosca: trombone – Hamlet Fiorilli: Fender rhodes – Alberto Lovison: basso – Claudio Marchetti: batteria

Mercoledì 17 maggio. Shortet Antonio Gallucci: sax – Alessandro Lucato: piano – Ivan Valvassori: contrabbasso – Marco Soldà: batteria.

Giovedì 18 maggio. UKULELE LOVERS Annika Borsetto, Mattia Martorano, Barbara Fortin, Andrea Boschetti, Ilaria Mandruzzato, Daniele Saggiorato, Antonella Pasqualini, Vittore Dalla Benetta: ukulele e voce, Beppe Pilotto: contrabbasso

Venerdì 19 maggio. MA’AM Sabrina Turri: voce – David Caliaro: elettronica –  Filippo Rinaldi: basso – Alessandro Lupatin: batteria – Fabio Ferrando: visual

Sabato 20 maggio. T&nCó. Un giorno in musica suonando Luigi Tenco e i suoi contemporanei. Alan Bedin: la voce – Marco Ponchiroli Pianoforte – Gigi Sella Sax.

Alan Bedin @ SARTEA, Vicenza
Alan Bedin @ SARTEA, Vicenza

 

Zang Tumb Tuuum di F.T. Marinetti. Missione futurista = trasformare il rumore in suono sociale e salvare l’ambiente+vita.

Il Bombardamento di poesia futurista a Padova con Voyager. Il ruolo dell’artista vocista Alan Bedin è stato trasformare il Rumore in Suono sociale. Irrompere, Declamare, Distruggere, Ricostruire. L’artista non è stato un elemento d’arredo. In venti minuti di simultanea attività vocale e corporea è morto il concetto romantico passatista e fuori da ogni smiagolato e lamentoso manierismo è piombata la bomba della parolibera frantumando e scheggiando – con suoni pesanti e aggressivi – le architetture passatiste e i preconcetti di modernariato da vecchia biblioteca di paese. Il futurismo di Marinetti non è risultato anacronistico e ampolloso-vanaglorioso, ma anzi ha divampato e infiammato tra i curiosi e i giovani non solo italiani, il concetto di innovazione, di reazione al passivismo sociale e di rivalutazione dell’ambiente di vita. Fondamentale la presenza dei due rumoristi Mattia Faustini e Riccardo Masiero, declamatori ridondanti che tra urla, bisbigli e salti istintivi nel silenzio del pubblico attento, ripetevano + riverberavano +frantumavano + granulizzavano + amplificavano i suoni scritti ed universali del poeta Marinetti. Alan Bedin: “(…) Ringrazio il pubblico per la seconda parte della serata letteraria. Un attenzione e un silenzio disciplinato per l’ascolto insieme della selezione di poesia sonora che ho portato dal mio studio di casa. Balla, Cangiullo e Depero letti da Arrigo Lora Totino, Nanni Ballestrini, Farfa, Lora, Cena, Pasotelli, Tiziano, Manfredini, Porta, Spatola… e altri poeti sonori. Futura, l’Antologia sonora di poesia sonora che gravita nel cielo, ancora oggi sconosciuta, non ancora per molto… ne vedremo delle belle”.

Il successo del laboratorio vocale a Meditazione Zen Vicenza. Uno spazio unico per dedicarsi all’arte della voce.

Alan Bedin a Meditazione Zen Vicenza. Il Canto armonico a servizio della propria creatività vocale. 8 ore di laboratorio per approfondire le diverse fasi della percezione:
gli armonici hanno aperto il nostro orecchio a nuove suggestioni, sviluppando la sensibilità di tutti i vocisti. Il gruppo con l’emissione degli armonici ha modificato la propria Voce e si è condotto, allineato insieme verso un sentiero di consapevolezza.

Meditazione Zen Vicenza è un gruppo dedito alla pratica di Zazen. Il gruppo dedito alla pratica Zen fa parte del Sangha del Maestro Roland Yuno Rech discepolo del Maestro Taisen Deshimaru, fondatore del tempio Zen di La Gendronnière. Attraverso la pratica e la devozione ad un percorso attento, il gruppo ha deciso di dare vita a questa realtà, mettendo assieme le esperienze e gli insegnamenti conosciuti. Tra i loro incontri concentrati sulla Pratica Zen Sōtō e introduzione alla postura di Zazen (meditazione seduta), il gruppo ha invitato domenica 19 marzo Alan Bedin per sviluppare una giornata dedicata al fenomeno della respirazione funzionale alla voce parlata e cantata: dall’attacco pneumofonico ai risonatori per conoscere il canto difonico (armonico) e metterlo a servizio della nostra voce e componente timbrica del suono. La conoscenza e la percezione degli armonici avviene attraverso un risultato, esito di un percorso personale interiore da sviluppare insieme in uno spazio dedicato.