Alan Bedin, Italian Songs. T&nCó per Vicenza Jazz in Basilica Palladiana

Dopo il successo veneziano a Canareggio il cantante performer Alan Bedin presenta a Vicenza il suo nuovo progetto nel cuore pulsante della sua città. Un trio creato per fare risaltare la figura poetica e musicale di Luigi Tenco. Un approfondimento musicale curato attentamente insieme a Marco Ponchiroli (pianoforte) e Gigi Sella (sax soprano, clarinetto, flauto barocco) per analizzare sotto diversi punti di vista il cantautorato, la primigenia formazione e ambizione jazz dell’artista Tenco. Vedi evento

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Marco Ponchiroli, Alan Bedin, Gigi Sella. Venezia (c)2016 Alan Bedin
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Hommage à Area. A distanza di 41 anni dal primo album di esordio Arbeit Macht Frei.

Tutto pronto per la settimana dedicata al grande Giulio Capiozzo e al gruppo più interessante del rock radicale italiano: Area International Popular Group. Ansioso di rincontrare l’amico batterista Chicco Capiozzo con i cavalieri del suono:Daniele Santimone alla chitarra, Milko Merloni al basso, Fabio Russo alle tastiere e all’inconfondibile Arp. Per i concerti ho scelto la mia amica TC Helicon Voicelive 2 per la voce, IPad Pro con Alesis iO Dock II con Korg Kaoss Pad KP3 per riprodurre i synth e lavorare con i pitch control voltage converter in super autonomia. Il gruppo suona all’ House of Rock di Rimini mercoledì 20 aprile, poi allo Sloppy Joe’s di Cesenatico venerdì 22 aprile. Si spacca!

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Alan Bedin, Hommage à Area (c)2016

A Gran Voce 2016. Da Ella Fitzgerald al Raga Bhupali.

E’ stata un’esclusiva per i vocisti di A Gran Voce. Un programma domenicale fantastico. Prima un’ascolto ed una analisi delle vocalità del jazz con la documentatissima Diana Torto: la nascita e lo stile dell’improvvisazione… poi tutti alla scoperta della sacralità del canto classico indiano con la luminosa Patrizia Saterini: connessione con i suoni-base come connessione al suono primordiale. L’intonazione sul tampura è stato illuminante per molti cantanti. Poi l’Akar, l’intonazione della vocale ‘A’ direzionata nel corpo, ‘Karaj’, la pratica dei suoni gravi per trovare la giusta risonanza. L’incontro con le microtonalità, una sorta di ascolto ritrovato. L’apprendimento di una melodia indiana per poi tuffarsi nel mare energetico del Kirtan. 

E’ stato un piacere condividere con altri cantanti l’importanza del canto indiano, soprattutto con il coordinamento medico scientifico. Patrizia Saterini tanto quanto Antonella Calabrese (logopedista) ha stimolato molto la stesura del mio metodo (forse meglio dire del mio diario di lavoro. “(…) Noteremo insieme come nei paesi orientali ci sia stata un’intelligenza muscolare propriocettiva diversa da quella impostata dalla nostra cultura (…) più funzionale all’espressione dinamica, una facilitazione muscolare(…)” cit. Alan Bedin

A Gran Voce 2016. Kirtan! Il canto del maha-mantra, la forma più popolare ed efficace per rigenerarsi.

Come fa il corpo, così anche la voce manda messaggi che vanno al di là delle parole. Basti pensare alla sola intonazione: rotta, spezzata, è spia di ansia o preoccupazione, mentre un tono rilassato, pacato o brioso trasmette sicurezza, calma interiore o allegria. Intervento di Guru Carana Prabhu destinato ai sinceri ricercatori: superare la partitura intenzionale e prendere coscienza dell’utilità e del valore trascendentale della voce attraverso il canto di gruppo. Un’anteprima della grande giornata dedicata al maha-mantra che si svolgerà in Piazza dei Signori a Vicenza. Hare Krishna!

A Gran Voce 2016. L’avvicinamento alla cultura vocale indiana attingendo dalle antichissime tradizioni sacre dell’India.

Il Laboratorio di canto indiano con l’amica ricercatrice, editrice, docente e… artista Patrizia Saterini. L’utilità e la saggezza del canto indiano carnatico rapportata ed adattata alla vocalità occidentale (cambiamento vantaggioso e perfezionamento dell’intonazione, maggiore controllo della dinamica attraverso un sostegno controllato). Imparare le basi fondamentali della musica indiana, così come viene tramandata dalla tradizione orale e come è stata descritta in testi antichissimi. Utilizzando la voce, avvicinarsi ad un raga classico; riconoscere il carattere e le sfumature di una melodia tradizionale. Un antico sistema musicoterapico per il miglioramento espressivo e creativo. Intervento: Alan Bedin

 

A Gran Voce 2016. Diana Torto, l’approccio didattico al canto jazz. Equilibrio dialettico tra oralità e accademia.

“La didattica nel canto jazz è ancora in una fase di elaborazione: proveniente da una tradizione prevalentemente orale, ancora viva e in divenire verso l’elaborazione di un proprio linguaggio, si sta avvicinando sempre di più a una definizione delle sue forme. Un percorso corretto in tale direzione deve cercare di conciliare la flessibilità, propria della tradizione orale, con la necessità di un percorso strutturato di tipo accademico” (D.Torto).

A Gran Voce 2016. Francesco Facchin e Luciano Borin, coppia funzionale alla Voce. Un booster per il corso: storia e pratica!

La voce. Impronta propria di ciascun essere vivente, elude costantemente la nostra capacità di comprensione. Un breve viaggio nel tempo nella realtà voce, del suo significato nei suoi aspetti simbolici e archetipici tra sacro e profano. Alle radici del canto: voce e pensiero musicale. La voce, il suono del corpo: premesse ad una storia della vocalità con applicazioni secondo il Metodo Lichtemberger  Institut (RFT) di Gisela Rohmert. Si intende focalizzare l’attenzione su alcune caratteristiche fondamentali e archetipe del suono vocale. Sarà sviluppata una riflessione su tali aspetti in relazione all’esecuzione vocale e la loro relazione con le abilità percettive e propriocettive. Relatori: Prof. Francesco Facchin, Prof. Luciano Borin. Interventi: Dott.sa Giovanna Baracca, Prof. Francesco Facchin, Prof. Luciano Borin, Alan Bedin.