Nāda: Orientamento e Conoscenza. La via del Suono

“Nada. Yoga del Suono - Orientamento e conoscenza - La via del Suono”

La Ricerca dell’Essenza. Il Suono come Orientamento

Nāda Yoga e l’Isometria vocale parlano, in fondo, la stessa lingua: quella del suono come stato, non come azione.Praticare nel Nāda significa praticare con consapevolezza l’entità del suono (nāda) non solo prodotto, ma ascoltato e abitato. L’isometria vocale insegnata da Alan Bedin fa proprio questo. Mantenere l’equilibrio statico per trasformare il respiro sottile in uno stato meditativo e facilitare in noi il cambiamento. È un vero lavoro di ricerca personale nel proprio suono stabile.

Alan Bedin, Studio Hanuman aps dove insegna privatamente e produce artisticamente o organizza gruppi di ascolto

Introduzione al Nada Yoga e allo Yoga del Suono

Il primo incontro dedicato alla scoperta del Nada Yoga, la pratica che utilizza il suono e la vibrazione come strumenti di consapevolezza e trasformazione. Partiremo dalla respirazione consapevole, fondamento per entrare in ascolto profondo di sé, e guideremo i partecipanti nella scoperta della nascita del proprio suono, come via per calmare la mente e ritrovare centratura attraverso la tecnica del Mind. Attraverso tecniche vocali ed esperienziali lavoreremo per:

  • sciogliere tensioni fisiche ed emotive;
  • riconoscere e valorizzare la morfologia del proprio apparato fonico (accordo pneumo-fonico, meccanismi laringei, registro)
  • esplorare il passaggio dal suono interiore Anahata al suono manifesto Ahata, prodotto consapevolmente.

Un percorso introduttivo per sperimentare il suono come strumento di equilibrio, ascolto e presenza.

“Finalmente, il modo più concreto per noi occidentali di avvicinarci alla cultura orientale del respiro e del suono, come vero orientamento e bussola per la nostra ricerca dell’Essenza, è attraverso il Nāda Yoga. Tuttavia, è necessario creare ordine su questo termine, spesso usato scorrettamente per descrivere attività olistiche poco organizzate o consapevoli, prive di vera tecnica o musica indiana. Elementi fondamentali come akar (suono vocale originario), rasa (condizione e stato emozionale), tāla (pulsazione e velocità di acquisizione nel ciclo vitale-ritmico continuo), rāga (forma melodica e identità sonora) sono indispensabili per scoprire la nostra formula sonora individuale nel Nāda”. (Alan Bedin)

PROGRAMMA

prima parte

Introduzione al Nada Yoga e allo Yoga del Suono

Il primo incontro dedicato alla scoperta del Nada Yoga, la pratica che utilizza il suono e la vibrazione come strumenti di consapevolezza e trasformazione. Partiremo dalla respirazione consapevole, fondamento per entrare in ascolto profondo di sé, e guideremo i partecipanti nella scoperta della nascita del proprio suono, come via per calmare la mente e ritrovare centratura attraverso la tecnica del Mind.

Attraverso tecniche vocali ed esperienziali lavoreremo per:

  • sciogliere tensioni fisiche ed emotive;
  • riconoscere e valorizzare la morfologia del proprio apparato fonico (accordo pneumo-fonico, meccanismi laringei, registro)
  • esplorare il passaggio dal suono interiore Anahata al suono manifesto Ahata, prodotto consapevolmente.

Un percorso introduttivo per sperimentare il suono come strumento di equilibrio, ascolto e presenza.

seconda parte

rāga, la melodia come identità sonora e trasfigurazione nel suono

Il secondo incontro dedicato alla scoperta del rāga e dell’identità vibrazionale del suono attraverso gli Swara, le note della musica classica indiana. Partiremo dall’ascolto e dall’intonazione degli intervalli per comprendere come ogni suono nasca dal Nada e si manifesti con una qualità, una direzione e un carattere specifico. Specificheremo che nel contesto dello yoga, Swara non è una posizione fisica, ma il flusso consapevole del respiro: la “nota” del corpo che riflette l’attivazione dei canali energetici nel corpo sottile.

Attraverso pratiche di ascolto, vocalizzazione e consapevolezza respiratoria esploreremo:

  • la percezione degli intervalli come spazio vibratorio partendo dal suono bordone accompagnati da tampura, harmonium e tarang;
  • la relazione tra respiro e identità sonora;
  • il suono come espressione con il Sargam (notazione indiana) e Akar (canto con la vocale ‘A’).

Un percorso introduttivo per approfondire la dimensione musicale e sottile del suono come strumento di presenza e conoscenza attraverso la partitura gestuale del suono.

terza parte

tala, la pulsazione interiore che unisce corpo e respiro

Il terzo incontro dedicato al Tala, il ritmo della musica classica indiana, e alla sua integrazione con le scuole occidentali di Nada Yoga.

La pulsazione del Tala funge da ponte tra musica e disciplina fisica: permette al praticante di “danzare” con il tempo e trovare armonia interiore attraverso il ritmo e la visualizzazione del Sam. Il respiro è il Tala interno: sincronizzando il ritmo respiratorio e cardiaco con il Tala esterno (musica e strumenti), si favorisce la connessione mente-corpo e l’equilibrio interiore. Durante l’incontro si esploreranno:

  • il ritmo come strumento di centratura e presenza;
  • l’uso di mudra e gesti per coordinare respiro, movimento e tempo;
  • la relazione tra corpo, suono e ritmo come esperienza integrata dei bol (cellule ritmiche onomatopeiche).

Un percorso per scoprire il ritmo come ponte tra percezione interna ed espressione esterna attraverso la tecnica del konnakol come tecnica pedagogica millenaria di tradizione orale che insegna a interiorizzare i ritmi.

quarta parte

rasa, sintonizzazione formantica dal suono alla semantica

L’incontro che esplora il Rasa nello Yoga dell’ascolto e della creazione del suono, per comprendere che il vero praticante è colui che compone, che si ascolta durante l’esecuzione ed è consapevole di non riprodurre mai la stessa esposizione del proprio rāga.

Il laboratorio per trasformare il suono in esperienza emotiva e corporea. Rasa (lett. “succo”, “essenza” o “sapore”) rappresenta l’esperienza estetica ed emozionale profonda che l’ascoltatore vive attraverso la musica classica indostana e carnatica, nei bhajan, kirtan o mantra partendo dagli archetipi del bija. Grazie agli studi di Alain Danielou, la musica nella prima metà del ‘900 diventa uno strumento funzionale all’armonia del corpo. Attraverso l’ascolto e l’esecuzione dei rāga, si percepisce la vibrazione nel corpo, si sciolgono blocchi emotivi e si crea una connessione profonda. Ascoltare e cantare insieme l’esperienza del raga Yaman eseguito spesso nelle prime ore della sera, evoca un’atmosfera calma, pacifica e vivace, risultando ideale per l’improvvisazione.

quinta parte

prahar, la fascia oraria per praticare nel Nada, suono primordiale

L’ultimo incontro dedicato alla relazione tra identità sonora, pulsazione e stato emotivo nelle diverse ore del giorno. Nella tradizione indostana, ogni rāga è associato a una specifica fascia oraria della giornata, chiamata Prahar, in armonia con il ciclo solare. Questa corrispondenza favorisce l’emergere di un determinato rasa, in sintonia con l’ambiente e con lo stato d’animo — come l’atmosfera devozionale delle ore del mattino. Il quinto intervento propone la pratica in una diversa ora del giorno, in relazione diretta con la presenza del sole, attraverso l’esperienza del rāga Bhairavi, per esplorare come il tempo influenzi la percezione emotiva e vibratoria del suono. Un percorso per vivere il rāga come dialogo vivo tra natura, coscienza e dimensione interiore.

Per i praticanti di yoga e per gli insegnanti, per i ricercatori autentici

Per tutti i ricercatori della verità che risiede nella vibrazione primordiale, nel suono come rivelazione della propria essenza, senza alcuna esperienza né musicale né yogica, è aperta l’opportunità di esplorare questo percorso di scoperta interiore.