Un contenitore di arte e cultura, un evento unico in cui, attraverso una collettiva d’arte contemporanea, oltre quaranta artisti affermati e nuove generazioni si incontrano in un percorso dedicato all’AMOREFOLLE, l’amore nella sua follia, amore per un’idea, un ideale, una persona, amore in primis per l’arte. Attraverso i lavori presentati in mostra tra esempi di pittura e scultura, si affiancano opere performanti, installazioni, fotografia e video arte. Per l’occasione il trio di Alan Bedin espone il loro vinile bianco da collezione.
Hanuman vola in alto con Roberto Perinu. La visione contemporanea della storia, della cultura e l’arte musicale dell’India.
Roberto Perinu, insegnante ed autore del libro “La Musica Indiana. I fondamenti teorici e le pratiche vocali e strumentali attraverso i tempi”.La visione contemporanea della storia, la cultura e l’arte musicale dell’India, comprendendo fenomeni sia passati, sia attuali. La musica è una via per l’uscita dal saṃsāra; via che si affianca alle tre tradizionali dell’induismo.
I. Il nāda-brah
man. La teoria del nāda-brahman (brahman in forma di suono) afferma che esiste una duplice via per conseguire l’uscita dal saṃsāra: discendente e ascendente (e viceversa) lungo la quale il nāda – dapprima an-āhata, non prodotto/non udito: poi, āhata , prodotto/udito – crea il mondo e le singole cose, ciascuna delle quali, isolata dalle altre e indicata da un nome che la individua, è permeata-connaturata di suono. La strada umana risale verso il suono non più percepibile, partendo da quello prodotto e percepibile.
II. Lo strumento, tempio del suono. Il nāda può essere prodotto e può condurre l’essere umano sulla via che ri-conduce all’indifferenziato, al non definibile, al non manifestabile: fuori dal tempo e dallo spazio, senza i quali le cose non suss istono. Il musicista ri-produce il suono usando il proprio strumento. Sullo strumento, durante – e solo durante – l’esecuzione nascono le divinità del pantheon indiano, ciascuna col proprio consorte, a partire dall coppia Śiva-Śakti.
Il suono rende sacro lo strumento, chi lo suona e chi partecipa all’esecuzione.
Mārga-saṃgīta. La Via del Suono: la giornata vicentina dedicata alla musica Indiana
Domenica 14 ottobre 2018 dalle ore 10:00 alle 15:30 c/o Spazio CUCA. Vicolo della Ricerca 18, Sovizz
o, 36050 Vicenza, “Hanuman è una figura determinante del Ramayana, poema epico indiano. Un’affascinante divinità che personifica saggezza, devozione, impegno e forza. Il mio supereroe preferito”. Alan Bedin presenta con i musicisti ed insegnanti di Hanuman l’esperienza e la didattica della musica indiana attraverso una giornata che insedierà lo spazio Cuca di Sovizzo attraverso una mostra di strumenti indiani, allestimenti intineranti e performance di musicisti con strumenti tradizionali: l’harmonium, il flauto indiano Bansuri, i cordofoni (tampura, sarod e sitar), le percussioni (tabla) e il primo di tutte le discipline, il canto in stile dhrupad. Le prime due ore del mattino con la performance e concerto dei musicisti (Andrea Ferigo, Angelo Sorato, Maurizio Murdocca e Simona Chalikovaite) che avrà il ruolo di unire la cultura musicale occidentale europea a quella indiana per così offrire ai musicisti e al pubblico curioso presente in sala una nuova prospettiva. Una nuova forma di pensiero, una nuova dimensione percettiva ed emozionale. Un percorso interiore da affiancare alla propria vita. Dopo un pranzo conviviale – con prenotazione a hanuman@centroapolloni.com oppure telefonando al 3389167948 – continua la giornata di Hanuman con un relatore straordinario. Si parlerà di Indologia con Roberto Perinu, Insegnante ed autore del libro “La Musica Indiana. I fondamenti teorici e le pratiche vocali e strumentali attraverso i tempi”. La visione contemporanea della storia, la cultura e l’arte musicale dell’India, comprendendo fenomeni sia passati, sia attuali. Per trasportare il pubblico presente con i colori e i profumi dell’India, l’allestimento scenico della giornata di Hanuman sarà a cura di Giorgia Tonellotto di ‘Bambù’ by il Pagliaio
Il suono rende sacro lo strumento, chi lo suona e chi partecipa all’esecuzione.
Prenota il tuo posto, il pranzo insieme. Scrivi una mail e conferma la tua presenza
10:00 – 12:00 Open Day Performance dei musicisti. Mostra espositiva e presentazione degli strumenti
12:00 – 13:30 Pranzo e condivisione (con prenotazione)
13:30 – 15:30 Incontro di indologia con Roberto Perinu.
Una giornata indimenticabile al Festival della Luce. Sette musicisti per un Kirtan moderno. Tradizione ed elettronica
Jagannāt
ha sorride al teatro di Gargnano dove il pubblico ha cantato il Maha Mantra in conclusione del conosciuto Festival della Luce organizzato magistralmente dalla maestra Lorenza Ferraguti e dal suo staff di SāgarYoga®. Le tecniche di Yoga Integrale insegnate nel metodo SāgarYoga®, provengono dalla tradizione Tantrica, e sono una sintesi di tutti i possibili metodi per lo sviluppo etico-spirituale e psico-fisico dell’essere. Il SāgarYoga® comprende anche corsi di Kriyā Yoga, Mantra Yoga, Bhakti Yoga. Il nome “Darshan” significa visione benefica di un Saggio, e la sua realizzazione è il frutto di una visione, seguendo la quale la scuola ha preso forma. In questa serata il gruppo ‘Hare Krishna Un Sorriso Infinitamente Affascinante’ ha confermato il sodalizio con la scuola per presentare e diffondere il canto e l’uso della voce come tecnica di meditazione e benessere.
Guru Purnima. Il Maha Mantra contemporaneo al Darshan di Toscolano Maderno
Alan Bedin con Hare Krishna. Il Sorriso Infinitamente Affascinante al Sagar Yoga Accademy, Sabato 28 luglio 2018 dalle ore 19:00. Il programma inizia con l’affermazione del Sankalpadel nuovo anno spirituale del nuovo anno spirituale, la meditazione in onore dei Maestri. Quest’anno i mantra ci accompagneranno per tutto l’evento, canteremo insieme per la creazione di un punto energizzante unico, in un’atmosfera e dimensione magica, per creare una condizione di armonia interiore nel cuore di tutti e in tutto il mondo insieme ai Maestri. Il programma comprende un rinfresco vegano. La tradizione vuole che in questo giorno speciale, i partecipanti indossino un indumento nuovo, che rappresenta il nuovo inizio spirituale, di portare fuori da donare ai Maestri e di indossare il proprio Japa Mala (per chi lo possiede).
A Gran Voce. Il successo di Luciano Borin con “TOUCH THE VOICE SOUND”.


Il workshop che ha curato magistralmente Luciano Borin durante il terzo appuntamento di A Gran Voce sabato 23 giugno – presentando e relazionando con cantanti e vocisti il metodo Lichtemberger® Institut (RFT) di Gisela Rohmert. Voce artistica e funzionalità vocale, l’appuntamento attesisisimo dagli allievi e insegnanti del Cuca. Una pedagogia della voce per praticare e ottimizzare la funzione vocale nei repertori del canto artistico (operistico, classico e moderno). Un dialogo aperto tra le esigenze dell’estetica dei generi musicali e le funzioni della laringe e dell’intero sistema fonatorio, operato dal confronto tra professionisti vocali di differente formazione, sia scientifica che artistica. Un approccio metodologico che assegna grande valore all’esperienza della percezione come guida per entrare in contatto con il corpo interno, per riscoprire la propria autenticità attraverso il suono. Luciano Borin si è rivolto agli allievi della scuola musicale, strumentisti, cantanti, insegnanti, attori, direttori di coro, coristi, logopedisti, professionisti della voce (area della comunicazione), artisti del mondo della danza e del movimento ed a quanti si interessano degli aspetti terapeutici (disturbi e difficoltà nella fonazione) e artistici (sviluppo delle qualità timbriche del suono vocale). Il workshop visto una parte di lezione frontale sulla fisiologia dell’apparato fonatorio, e affascinanti lavori corporei collettivi di percezione (uditiva, corporea, sensoriale) e interventi individuali anche sul repertorio di ognuno in sala. Da ripetere! Grande Luciano, grazie!
A Gran Voce 2018 con Orietta Calcinoni. Svolgere una professione in voce implica doveri e diritti, come per ogni altra professione.
che tutela la salute sul lavoro, il DLgs 81/2008 e segg., indica come “lavoratore ogni persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolga un’attività lavorativa nell‘ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un‘arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari. Quindi comprende il socio lavoratore di cooperativa o di società, anche di fatto; l’associato in partecipazione; il soggetto beneficiario delle iniziative di tirocini formativi …; l’allievo degli istituti di istruzione ed universitari e il partecipante ai corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici” (il rumore, il suono è un agente fisico) .Nuovo format per il teatro: Il progetto T&nCò abbracciato dalle coreografie di Tonin e dalle danze di Sinedomo Dance Company.
“E lontano, lontano nel mondo una serai con un altro e ad un trato chissà come e perchè, ti troverai a parlargli di me, di un amore ormai troppo lontano”.
Moderno ed innovatore, bello e sensibile, malinconico e fragile: sono tanti, e mai abbastanza conosciuti, i volti del geniale cantautore Luigi Tenco, la cui intensa e concentrata storia di vita (e non solo di morte, misteriosa) è stata al centro del coinvolgente spettacolo “La voce che si muove”, applaudito al Kitchen Teatro Indipendente di Vicenza. Il coeso trio vicentino-veneziano “T&nCò” (Alan Bedin, Marco Ponchiroli e Luigi “Gigi” Sella) e le brave danzatrici di “”, per “parlare” al pubblico del loro “amore” verso un’icona della musica italiana, hanno scelto la bella commistione di linguaggi: musica, canzone, teatro e danza. Il loro “format” è stato presentato per la prima volta in questa occasione (quindi ancora in fase di germoglio soprattutto nella parte di narrazione) ma si intuisce già che gli sviluppi saranno altrettanto positivi: la miscela è, infatti, adatta a riassumere, nello spazio di una sera, un’immensa storia, umana ed artistica e a richiamare, con nostalgia, le atmosfere anni ’60, quando, davvero, la poesia riusciva perfettamente ad incastrarsi con la musica. La forte personalità e vo- ce grintosa e decisa di Alan Bedin e la grande abilità tecnica dei musicisti e “compagni di viaggio” Marco Ponchiroli e Luigi “Gigi” Sella sono stati messi in maggior lustro dai movimenti, carichi di emozioni ed espressività di Giulia Menti, Eleonora Zanrosso, Francesca Bedin, Giulia Comparin ed Irene Zanetello, sulle note di “Un giorno dopo l’altro”, “Triste sera “Mi sono innamorato di te” “Lontano lontano” ed altri pezzi intramontabili. Ad arricchire la performance, ci sono state delle preziose versioni di brani di artisti di quel tempo, da “Mondo di uomini” dell’amico Lucio Dalla a “Ore d’amore” di Fred Bongusto. Il maggior successo di questo progetto è l’averdimostrato, con semplicità ed immediatezza, che la voce, non solo la si può ascoltare (con attenzione, un’abitudine oggi piuttosto rara) ma anche vedere, attraverso la magia della danza. “Ciao amore, ciao amore, ciao amore ciao. Andare via lontano, a cercare un altro mondo, dire addio al cortile, andarsene sognando”. Con questa canzone, la luce si riaccende e lo spettacolo finisce, a conclusione di un avventuroso viaggio nella febbrile creatività di un esempio di italianità, Luigi Tenco, ad ottant’anni dalla sua nascita.
(Laura Guarducci, Giornale di Vicenza)
Alan Bedin e Giovanna Baracca presentano la seconda edizione di ‘A Gran Voce’, il percorso di approfondimento per il canto e la vocalità. Inziate le iscrizioni!
ISCRIVITI! Dopo il successo della prima edizione, l’evento super richiesto da molti… “A Gran Voce” 2018. La locandina parla chiaro e presenta gli appuntamenti. Logopedia a servizio del cantante per stimolare l’aspetto artigianale del”saper fare”… L’arte del doppiaggio per sviluppare la capacità di trasformare l’interpretazione in una forma di vita. Una tavola rotonda pensata per tutelare tutti coloro che usano la Voce come elemento fondamentale nel proprio lavoro. L’attività di cantante ed insegnante è sicuramente una delle più a rischio, tant’è che la disfonia è una malattia professionale del personale docente riconosciuta dall’INAIL. Informiamoci! Un grande staff per un dialogo aperto rivolto ad allievi di scuole musicali e di conservatorio, strumentisti, cantanti, insegnanti, attori, direttori di coro, coristi, logopedisti, professionisti della voce (area della comunicazione), artisti del mondo della danza e del movimento ed a quanti si interessano degli aspetti terapeutici (disturbi e difficoltà nella fonazione) e artistici (sviluppo delle qualità timbriche del suono vocale). Lezioni frontale sulla fisiologia dell’apparato fonatorio, lavori corporei collettivi di percezione (uditiva, corporea, sensoriale) e interventi individuali anche sul repertorio. Molto atteso il workshop per voce artistica e funzionalità vocale: metodo Lichtemberger® Institut (RFT) di Gisela Rohmert.

ALAN BEDIN. Ricerca continua, un percorso vocale nato in garage.
(Giornale di Vicenza 6 marzo 2018, speciale TAM TAM, Stefano Rossi)
Alan Bedin e la sua voce hanno toccato ambiti diversi negli anni. Coi Sinergia, come solista, con Il Magnetofono, ora con i T&nCò e, sempre, come insegnante.
La tua voce nata da ragazzino come rockettaro…
Si, sono nato in un garage, con le perle del rock che hanno cambiato le generazioni. Poi c’estata la scelta di essere un cantante. Una continua ricerca, sicuramente condizionata da Demetrio Stratos e dalle sue performance in solo. Ma estato solo l’inizio per perfezionare il canto armonico insieme al maestro Tran Quang Hai e applicarlo al canto moderno esistere un filo conduttore nelle mie diverse esperienze éproprio il suono. Piu esattamente il suono universale, il bordone, tonica, la nota continua di fondo. Prima con i Sinergia con l’inserimento della ghironda medievale, poi con il canto armonico e adesso con la tampura, strumento cordofono indiano suonato per accompagnare cantanti musicisti attraverso la risonanza armonica sulla nota fondamentale.
Ora un vinile…
Ho sempre desiderato realizzare progetto su vinile. In Cramps Records seguivo il catalogo storico e ho sempre visto il 33 giri come il simbolo della musica registrata. Due anni fa non ci sono riuscito con Il Magnetofono, ma visto il successo del trio T&nCò in live, quest’anno non ho esitato. E se il nostro progetto si presenta in cd molte persone dopo lo spettacolo preferiscono acquistare il vinile, anche per la veste grafica eseguita dal grafico e fotografo Fabio Lorenzato.
Quando e perche hai riscoperto gli anni 60 italiani?
Ho sempre avuto una propensione all’aspetto melodico, soprattutto quello della canzone italiana; un vanto per noi è stato il cantautorato degli anni 60 nel quale il suono si coniugava con la parola, sviluppando una poesia. E nato così il progetto T&nCò dedicato a Luigi Tenco e ai suoi contemporanei insieme a Marco Ponchiroli al pianoforte e Luigi Sella al sax soprano, clarinetto e flauto barocco. Oltre ai live siamo impegnati a preparare uno spettacolo teatrale con Lorenzo Tonin del gruppo di danza contemporanea Sinedomo Dance Company. Inoltre, da novembre saremo in tour alle isole Mauritius e Sud Africa.
Quale spazio c’è per ricerca e sperimentazione?
Diciamo che nel nostro Stivale la ricerca e la sperimentazione sono sempre state irrilevanti per il mercato, destando pochissimo interesse nelle major discografiche. Dall’America al Giappone siamo visti come paladini e innovatori, ma purtroppo il nostro Paese vede la coltura come una componente legata al passato e non crede nell’innovazione. Come città possiamo ritenerci fortunati abbiamo ancora spazi dove poter esporre o esibire la creatività. Ma manca il pubblico e di conseguenza le nuove leve non sono disposte a rischiare, cadono nel banale e nello scontato prendono a riferimento la televisione, quindi la visione più mercantile e becera dell’espressione artistica.
Domanda ovvia: il futuro?
Sono sempre interessato a crescere e quindi aspetto a braccia aperte qualsiasi progetto mi dia la possibilità di esprimermi. Sto finendo un libro dedicato alla Voce, lo devo ai miei maestri e a tutti coloro che frequentano le mie lezioni. Ho ideato e coordino Hanuman, scuola di musica e danza indiana, e mi impegnerò a divulgare un nuovo punto di vista musicale. Sono diventato papà di Ravi e la mia vita andrà in sua funzione. Cantate e create vibrazioni. C’è bisogno di energia!
